Archive for the 'Fotografia' Category

ARTISTI PER L’EMERGENZA

Le Associazioni No Profit: ACI & GALATEA – ROMA ed ARTE ITALIANA, con il Patrocinio del Presidente del Municipio I°, Orlando Corsetti e della Delegata alla Cultura del Municipio I° in Roma, Dott.ssa Anna Lisa Secchi, in collaborazione con la Casa D’Aste Babuino
Hanno dato vita a: ARTISTI PER L’EMERGENZA.
Il ricavato sarà devoluto all’indicato Comune di Fagnano Alto, il quale, successivamente per ringraziare gli artisti, organizzerà un grosso evento al quale saranno tutti invitati.
Tra gli artisti selezionati sarà presente Manuela Ronchi Solfrini
opera fotodigital art
dim 50 x 70 su dibond
tema: Generosità in Amore

Vernissage presso la Casa d’Aste Babuino
ROMA 26 FEBBRAIO 2010 ORE 17,30

Incontro con Paolo Pillitteri

lunedì 25 gennaio 2010, ore 17.30
MILANO, Circolo della Stampa, corso Venezia 16

In occasione della pubblicazione del libro di Paolo Pillitteri, Non è vero ma ci credo. Immagini, simulacri, inganni, si terrà un dibattito in cui interverranno, oltre all’Autore, Fedele Confalonieri (Presidente di Mediaset), Vittorio Feltri (direttore de “il Giornale”), Bob Krieger (fotografo), Paolo Romani (Viceministro alle Comunicazioni) e Sergio Zavoli (Presidente Vigilanza Rai). Modererà Marco Alfieri (giornalista de “Il Sole 24Ore).

Scarica l’invito (pdf 150 KB).

Rosaspinto ricerca ARTISTI

Rosaspinto è un laboratorio creativo, officina di arti e mestieri, termometro di umori contemporanei e sigla di impulsi artistici.

Rosaspinto coinvolge il più ampio spettro di espressioni artistiche, senza costrizioni di genere, creazioni di barriere o nicchie privilegiate.

Rosaspinto è il frutto della collaborazione tra diverse sensibilità professionali, umane e generazionali accomunate da una precisa ambizione etica, di libertà espressiva e sensibilizzazione artistica.

Rosaspinto concretamente è una società culturale che intende istituire un programma di cultura democraticamente organizzato, assicurando piena libertà artistica di idee e ampie opportunità espressive, promuovendo attività permanenti e l’organizzazione di manifestazioni itineranti.

Rosaspinto punta a realizzare un centro di documentazione artistica globale collegato in sinergia con centri nazionali ed esteri, per ampliare e promuovere la valorizzazione del proprio operato. Non solo dunque creare una sede espositiva permanente che si consolidi nel panorama culturale nazionale, ma una realtà aperta ed in continua evoluzione, centro di sperimentazione e performance con specifici laboratori audiovisivi, musicali, teatrali .

Rosaspinto crede nella indubbia necessità di valorizzare e focalizzare la propria attività promozionale anche su figure di giovani talenti emergenti, nuovi artisti che meritano di essere incoraggiati e sostenuti.

Rosaspinto si pone come realtà nuova, originale volta a realizzare collaborazioni improbabili, integrandosi con situazioni provocatoriamente non convenzionali, del tutto significative e autentiche.

Rosaspinto valorizzerà parallelamente all’attività espositiva e ad eventi audio-visuali, anche la comunicazione e promozione di attività commerciali nuove e inconsuete all’ambiente istituzionalizzato dell’arte.
Con progetti e idee che possono definirsi borderline catalizzerà l’attenzione dei media e del pubblico in situazioni e proposte del tutto nuove e creative, un detonatore artistico nella staticità metropolitana.

Per richiedere informazioni – inviare materiali – sponsorizzare progetti – comunicarci nuove idee
ROSASPINTO Via privata Schiaffino, 25, cap Milano tel. 3338864490
rosaspinto@hotmail.it Skype: indira rosaspinto

MOLTI PENSIERI VOGLIONO RESTARE COMETE, evento speciale nell’ambito di NEL NOME DEI PADRI

Periodo mostra: 27 gennaio 2010 – 8 febbraio 2010
Orario: tutti i giorni 10.00 -13.00 / 16.30 – 19.30; domenica/lunedì mattina chiuso
Sede: Bongiovanni Gallerie, Via Rizzoli 36 (Galleria Acquaderni 3/c-3/d) – 40126 Bologna
Tel. 051264681 – fax. 051264681
www.galleriabongiovanni.com – info@galleriabongiovanni.com

Sabato 30 gennaio, Bongiovanni Gallerie inaugura la mostra collettiva Nel Nome dei Padri, in occasione di Art White Night, la Notte Bianca dedicata all’arte nell’ambito di Arte Fiera 2010 per la quale tutta la città partecipa alla messa in scena dell’arte contemporanea. Bongiovanni Gallerie si inserisce nel programma illuminando questa lunga notte dedicata all’arte con opere inedite di dieci giovani artisti di fama nazionale e internazionale che riflettono sulla sacralità e sulle proprie radici etiche ed artistiche.

In occasione della vernice di Nel Nome dei Padri, Piero Casadei racconta la poetica teatrale di Leo De Berardinis attraverso gli scatti realizzati durante le otto pièces dello spettacolo dedicato all’artista Molti pensieri vogliono restare comete.
La mostra fotografica che Piero Casadei ha curato anche scenograficamente, a cui hanno fatto da cornice le note di Alessandro Saviozzi e la messa in scena, è accompagnata dalla presentazione di un libro che raccoglie i contributi critici e i pensieri dedicati al grande maestro. L’intero progetto si eleva in questo modo dal mero ricordo commemorativo per celebrare la forza del lavoro e del pensiero di Leo De Berardinis, perché “Il teatro è una grande forza civile. Il teatro toglie la vigliaccheria del vivere, toglie la paura del diverso, dell’altro, dell’ignoto, della vita e della morte”(Leo De Berardinis).

Su questo evento poliedrico si innesta Nel Nome dei Padri, un nuovo percorso tematico per Bongiovanni Gallerie e per la sua giovane curatrice, Raimonda Z. Bongiovanni, che ricerca opere di diversa natura tecnica ed artistica e le fa dialogare offrendo spunti per una profonda riflessione sulla natura umana.
La mostra unisce figure e metafore che incarnano i “Padri” dell’arte, della storia e della religione: i grandi artisti, i mentori ritratti da Grelo, le opere ispirate al mondo della letteratura come In the name of Wilde di Marco Distefano e le personalità della vita reale di Vincenzo Baldini. Le rivisitazioni delle raffigurazioni sacre e ancestrali come Angels Mist e le tre colonne Love Box di Mark Cottle, i Legami di sangue di Antonio Marino affiancano vere e proprie icone del cristianesimo create da Filippo Negroni, Roberto Lucifero, Lele De Bonis, Dino Buffagni con la sua opera Angeli non liberi o Gianluca Stumpo presente con il Cristo della Metropolitana. Immagini visibili e uniche del passato in un ideale connubio tra radici e innovazioni tecniche, tra arte antica e società moderna che vedrà la sua naturale conclusione nel ritorno simbolico alla “Casa del Padre” per una seconda mostra, prevista per il 2010, all’interno di una chiesa sconsacrata.

Come la vedi?

Marse e Museo di Fotografia Contemporanea presentano Come la vedi? Officina della Fotografia per gli adolescenti

L’Associazione Marse invita tutti i ragazzi dai 15 ai 20 anni al Museo di Fotografia Contemporanea di Cinisello Balsamo per partecipare all’Officina della Fotografia “Come la vedi?”, mercoledì 20 gennaio 2010 alle ore 17.
L’Officina si inserisce all’interno del progetto “StArt Up – Officine della Creatività”, finanziato da Regione Lombardia, Provincia di Milano e Ministero della Gioventù e realizzato, nella città di Cinisello Balsamo, dall’Associazione Marse in collaborazione con numerosi enti del territorio.
Le Officine, tutte completamente gratuite, sono percorsi nei quali i ragazzi possono sperimentare l’utilizzo di un particolare mezzo di espressione artistica: il video, la musica, il writing, il teatro, lo skating e la fotografia.
Per “Come la vedi?”, Officina della Fotografia, il Marse si avvale della collaborazione del Museo di Fotografia Contemporanea, con il quale ha elaborato un progetto che si articola in sette incontri, da gennaio a fine marzo, dedicati alla comunicazione attraverso le immagini dei lavori che verranno realizzati nelle altre Officine.
Il primo appuntamento di presentazione dell’Officina della Fotografia è mercoledì 20 gennaio 2010 alle ore 17 al Museo di Fotografia Contemporanea. Le iscrizioni sono ancora aperte.

Per informazioni e iscrizioni:
Associazione Marse – Sara
Via S. Eusebio 15, Cinisello Balsamo
t. 02.6185544, pariedispari@marse.it
www.marse.it

“EX” fotografie di Cesare Rizzetto

Il piacere della memoria
Quando si adotta un linguaggio espressivo per le proprie esigenze di comunicazione, nella maggior parte dei casi ci si trova a dover far convivere le personali esperienze con la realizzazione dei propri “oggetti comunicativi” specialmente se il linguaggio si presta alla rappresentazione del vero o, almeno, del verosimile.
Nel caso della fotografia, il rapporto con le cose è sicuramente imprescindibile, visto che l’obiettivo deve essere comunque puntato sulla realtà anche quando poi ci si impegni a stravolgerla nella lettura.
Nel caso di Cesare Rizzetto, l’istintivo bisogno di ricorrere alla macchina fotografica per “scrivere” i suoi appunti di vita (di viaggio, di emozioni, di sensazioni, di rapporti, insomma di tutto un mondo esterno ed interno) ha fatto quasi immediatamente i conti con l’ambiente in cui è vissuto, quello di una fotografia di ascendente Neorealistico che aveva appena scritto le sue pagine più importanti.
Da qui sono nati gli “appunti di viaggio”, le “note familiari” i “fatti quotidiani” e tutto il repertorio che solitamente riempie le esperienze di un fotografo, fino alle “foglie”, limite quasi estremo di esperienza estetizzante in fotografia.
Ma quello che più direttamente investe la ricerca fotografica di Cesare è proprio il suo lavoro, quello quotidiano che lo impegna nel Dipartimento di Salute Mentale di Pordenone.
Messo di fronte a certe realtà quasi sempre semisconosciute, nascoste o sepolte sotto un tappeto di disinteresse, finisce per legare la sua foto-scrittura al mondo dei derelitti, degli emarginati, dei negati.
La produzione migliore diventa allora quella dei barboni, dei bambini più o meno infelici, degli ambienti più o meno allucinanti.
Naturalmente, utilizza il bianco e nero: il colore è di per sé un orpello che suscita “il piacere” e svuota di senso i cortei operai o la solitudine delle persone, le aule scolastiche o gli ambienti manicomiali.
Cesare, alla fine, è un “ex” – come giustamente suggerisce il titolo voluto per la mostra – e lo si legge in tutte le pagine foto-scritte nel corso della sua vita; ma tutti quelli di una certa generazione, in fondo, sono ex oppure orfani di tante cose; e alla fine si riconoscono inevitabilmente nei viaggi (fatti o sognati) nei misteri dell’India, negli attraversamenti di località conosciute da sempre e mai osservate, nei personaggi più o meno famosi spesso sfiorati e mai esaminati, nei momenti di requie che sembrano irripetibili.
Se osservate come frammenti di vita, le foto possono in qualche caso ingenerare un senso di infinita tenerezza per i rimandi inevitabili al vissuto di ciascuno e alle esperienze quotidiane; ma per fortuna si tratta “solo” di una mostra di fotografie di fronte alle quali il senso di nostalgia è solo un elemento marginale o accessorio.
Perchè, come capita nella vita di ognuno di noi, il tempo si fa galantuomo e la memoria stempera le cose, le addolcisce e ce le ripropone col fascino del “bel tempo che fu”, che alla fine è per l’appunto la principale funzione del linguaggio fotografico.
Enzo di Grazia
Cesare Rizzetto nasce a San Dona di Piave (VE) nel 1953. Dal 1976, ad oggi, lavora come operatore psichiatrico presso il D.S.M. di Pordenone.
Scopre le grandi potenzialità espressive e documentative del linguaggio fotografico durante un viaggio in Nepal e in India, avvenuto nel 1982. Si iscrive al Circolo Fotografico “L’obiettivo” di Pordenone e, in quel contesto, nel 1984 conosce Gianni Berengo Gardin.
Negli anni a cavallo tra il 1988 e il 1990, Rizzetto collabora stabilmente col Centro Studi e Ricerche per la Salute Mentale della Regione Friuli Venezia Giulia.
Qui ottiene i mezzi e le autorizzazioni necessari per completare il suo lavoro sui cosiddetti “residui manicomiali”.
Più tardi, Rizzetto inizierà un altro reportage a “largo raggio” circa la presenza sempre più invadente delle istituzioni nella vita dei cittadini. Al suo attivo ha diverse mostre personali e collettive, nonché la pubblicazione di proprie fotografie su riviste a carattere scientifico.

Premio Europeo di Fotografia Riccardo Pezza – XV ed

Premio Europeo di Fotografia Riccardo Pezza
“Il racconto di un luogo”
XV edizione

Triennale di Milano
Viale Alemagna 6, Milano

dal 24 gennaio al 7 febbraio 2010

Inaugurazione: sabato 23 gennaio 2010
ore 16.00 Salone d’Onore
‘La nuova fotografia Inglese’, conferenza di David Chandler, Responsabile di Photoworks, Brighton
ore 17.30 Salone d’Onore
presentazione del volume ‘Future Images’ a cura di Mario Cresci, Motta editore

ore 18.00 Salone d’Onore
premiazione e inaugurazione

Sono presenti in mostra i lavori di:
Arianna Arcara, Giusi Fanella, Olivier Fermariello, Noemie Goudal, Annette Jonak, Bernd Kleinheisterkamp, Patricia Neligan, Sophie Von Herzogemberg

La giuria, dopo essersi riunita in dicembre e aver selezionato gli autori presenti in mostra, si incontrerà nuovamente a mostra allestita per selezionare i vincitori del primo (3500 €) e del secondo premio (1500 €).

Il Premio Europeo di Fotografia Riccardo Pezza, giunto quest’anno alla sua quindicesima edizione, è stato istituito nel 1995 in memoria di Riccardo Pezza, giovane fotografo che compì i propri studi presso il CFP Bauer.
Il concorso è rivolto a giovani che abbiano condotto studi di fotografia dopo il diploma, e intende sottolineare l’importanza di una formazione di livello alto ai fini della costruzione di una figura di fotografo adeguata alla complessità della cultura contemporanea.

La manifestazione ha acquistato negli anni sempre maggiore rilevanza in ambito nazionale per la sua capacità di offrire uno sguardo critico sul panorama più interessante e vivo della giovane fotografia contemporanea.
Consapevoli della sempre più massiccia integrazione culturale e mobilità delle giovani generazioni, gli organizzatori del premio hanno ritenuto di irrinunciabile interesse allargare i confini del premio all’ambito europeo.
Il proposito è di ampliare sempre più il panorama della fotografia contemporanea: il concetto di luogo infatti, oggetto di moltissime ricerche, ha modificato a dismisura i suoi confini, non solo geografici, ma anche concettuali ed esistenziali.
Uno sguardo europeo è allora certamente più capace di abbracciare la complessità crescente del tema proposto dal premio, il racconto di un luogo, in quanto frutto di un patrimonio condiviso che si nutre di molteplici ricchezze e diversità culturali.
Molti dei giovani che hanno vinto le passate edizioni del Premio Riccardo Pezza, così come molti dei selezionati che vengono ogni anno presentati nella mostra, hanno trovato una significativa collocazione nel mondo dell’arte, della comunicazione, della professione.

Quest’anno, la mostra registra un livello di qualità ancora più alto delle recenti produzioni rispetto alle edizioni precedenti e mette in luce l’attuale momento di particolare trasformazione della fotografia, nel suo passaggio dall’immagine analogica a quella digitale. Il concetto di “luogo” contenuto nel tema del concorso viene affrontato dagli undici giovani autori in modo molto aperto ed elastico, ed è dunque luogo non solo geografico, ma anche sociologico, antropologico, psicologico.

Il Premio è promosso da: CFP Bauer – AFOL, Agenzia per la Formazione, l’Orientamento e il Lavoro della Provincia di Milano, Associazione Culturale Album e Amici di Riccardo Pezza, con il sostegno del Museo di Fotografia Contemporanea di Cinisello Balsamo, della Triennale di Milano, dell’Assessorato alle Attività Economiche, Formazione e Lavoro e dell’Assessorato Cultura, ed Eventi Culturali, Politiche per l’Integrazione della Provincia di Milano.

Triennale di Milano
Viale Alemagna 6
t. 0039 02724341
www.triennale.it

Museo di Fotografia Contemporanea
Villa Ghirlanda – via Frova 10
Cinisello Balsamo – Milano
www.mufoco.org

CFP Bauer – AFOL
Via Soderini 24
20146 Milano
www.cfpbauer.com

per informazioni mostra:
Associazione Culturale Al.b.um
Giulia Soave
t 0039 349. 7180.450
info@sitoalbum.org
www.sitoalbum.org

Uffici stampa:

Triennale di Milano
Antonella La Seta, 02 724341
ufficio.stampa@triennale.it

Museo di Fotografia Contemporanea
Fiorenza Melani, 02.66056633
ufficiostampa@mufoco.org

Download: Guido Meschiari, Carloalberto Treccani, Naomi Vona

DOWNLOAD
Guido Meschiari | Carloalberto Treccani | Naomi Vona

a cura di Luca Panaro

Inaugurazione sabato 23 gennaio ore 17
dal 23 gennaio al 6 marzo 2010

La galleria Betta Frigieri inaugura la programmazione espositiva di questo secondo decennio del Duemila all’insegna della più stretta contemporaneità, analizzando l’influenza esercitata dalle tecnologie informatiche sulla produzione artistica attuale. In mostra le opere di tre autori emergenti ottenute “scaricando” da internet immagini fotografiche e video di varia provenienza, per un’acuta riflessione sul nostro tempo.
L’aspetto che più incuriosisce dei cosiddetti new media consiste paradossalmente nella valorizzazione di aspetti tutt’altro che nuovi, che la migliore arte del Novecento ha cercato disperatamente di dimostrare con i mezzi a sua disposizione. Uno dei più evidenti riguarda l’atto performativo della scelta, che l’artista può compiere indiscriminatamente nei confronti di oggetti o immagini preesistenti nella realtà. Si pensi ai collage di Picasso, ai ready made di Duchamp, i prelievi stilistici di De Chirico, fino all’ingrandimento e alla moltiplicazione applicati da Warhol alle fotografie reperite sui grandi magazine.
Il web non fa altro che potenziare questa possibilità d’azione già intrapresa da molti artisti del passato, mettendo a disposizione una serie di strumenti capaci di prelevare con grande facilità quanto i media hanno registrato nel corso del tempo. Questo atteggiamento è ormai condiviso da tutti coloro che hanno anche solo una minima confidenza con siti internet e motori di ricerca, soltanto l’artista è però in grado di elevare la banalità di un’azione quotidiana in prodotto intellettuale, offrendoci una conoscenza approfondita del nuovo mezzo.
Guido Meschiari (Carpi, 1982) riflette sul potere allusivo della fotografia isolando particolari di video scaricati dal sito internet “Beautiful Agony”, evidenziando come una smorfia di piacere può essere fraintesa per un grido di dolore. Carloalberto Treccani (Iseo, 1984) dimostra come l’iniziale allarmismo sulla violazione della privacy provocato da “Google Street View”, sia stato arginato dalla partecipazione performativa degli utenti di tutto il mondo. Naomi Vona (Desio, 1982), invece, mostra i volti di migliaia di persone autopubblicati su “You Tube”; prima imbarazzati, poi sbigottiti e infine disgustati, dopo la visione di un video proibito.
Le opere selezionate per questa mostra presentano una caratteristica comune che le rende ulteriormente interessanti. Pur partendo da immagini reperite online, frutto dell’interazione dell’utente con il sito internet indagato, si manifestano in sede espositiva con tutta la staticità delle più tradizionali fotografie e proiezioni video. L’interazione, che rimane comunque uno degli aspetti più rivoluzionari del mondo informatizzato, può essere dunque temporaneamente “congelata” per offrire una possibilità di uscita dal mondo virtuale, restituendo alle immagini una fruizione più reale. Luca Panaro

Orari d’apertura
mercoledì-sabato 16.00-19.30
oppure su appuntamento

Betta Frigieri Arte Contemporanea
via Giovanni Muzzioli 8, 41121 Modena
tel. +39 3393766367
info@associazioneculturalebettafrigieri.it

PIERO D’ORTO

PIERO D’ORTO
al Colombo Caffè dal 7 dicembre 2009 al 4 gennaio 2010

Ha ultimato con successo l’evento magico di paesaggi da sogno, seppur raccolti in una seriazione di immagini a colori di grande realismo, direi iperrealistici, tanto la descrizione è precisa, quasi ossessiva del fotografo professionista Piero d’Orto.
Ma non solo fotografo è Piero: anzi il suo occhio perspicace, allenato, non si è soffermato sugli oggetti, sui particolari, bensì ha acquisito respiro ampio, visuale globale ed atmosferica.
Le foto di paesaggi islandesi si trasformano così in magiche pennellate di colore, luci diffuse, ombre decise, ampi orizzonti e cieli infiniti in un susseguirsi di variazioni cromatiche che inducono stati emozionali: il freddo, anzi il gelo; il profumo asciutto dell’”aria” palpabile ed essenziale che impregna le impressionanti immagini, il riflesso del mare specchio dei cieli immensi, la linearità pacata degli orizzonti infiniti …

Sensazioni delicate, brividi improvvisi e silenzi infiniti: tradotti solo in parole – colore, come si addice ad un artista.

Busto Arsizio, 05.01.2010

Dott. Arch. Paolo Torresan
Critico d’arte

Corso elementi di storia e teoria della fotografia

Il Museo di Fotografia Contemporanea organizza un corso aperto a ogni tipo di pubblico, arricchito anche da incontri pensati specificatamente per gli insegnanti.
Il corso prevede tre lezioni dedicate alla storia della fotografia e alla comprensione del linguaggio fotografico, con particolare attenzione verso i generi della fotografia e nei confronti del passaggio al digitale. Il quarto incontro è pensato invece per educatori, operatori del settore e insegnanti di ogni ordine e grado, e sarà dedicato all’utilizzo della fotografia nelle diverse materie d’insegnamento. Si rivolge allo stesso pubblico il workshop finale, con la testimonianza dei docenti che hanno partecipato a progetti educativi del Museo. Gli insegnanti potranno inoltre sperimentare l’utilizzo di nuove tecnologie per la didattica e la divulgazione della fotografia – il Sensitive wall e le postazioni multimediali – disponibili nel nuovo angolo multimediale.
Il corso inizia giovedì 11 febbraio 2010 dalle ore 18 alle 20.30, presso il Museo.
Il costo di iscrizione per le prime tre lezioni è 30 euro; per tutti e cinque gli appuntamenti è 40 euro
Informazioni e iscrizioni: www.mufoco.org sezione Servizio Educativo-Formazione, tel 02.66056626, servizioeducativo@mufoco.org

Programma del corso
11 febbraio – 1° lezione
Origini della fotografia e sua collocazione nella storia dell’arte occidentale; individuazione di un percorso nella storia della fotografia e delle tappe fondamentali della sua trasformazione nei vari periodi storici. Seguirà visita guidata alla mostra “Fotografia astratta”.
18 febbraio – 2° lezione
Specificità e criticità del linguaggio fotografico contemporaneo: la comprensione e la lettura dell’immagine fotografica nel passaggio dall’analogico al digitale.
25 febbraio – 3° lezione
Generi e ambiti della fotografia: ritratto e figura, architettura e paesaggio, oggetto, reportage/narrazione. Loro utilizzo e significato negli ambiti della produzione e della comunicazione.
4 marzo – 4° lezione
Il rapporto tra fotografia e altre discipline; applicazione della fotografia nelle discipline d’insegnamento, dalla storia alla storia dell’arte, dalla letteratura alle scienze, dalla geografia alle scienze sociali.
La progettazione educativa nella relazione Scuola–Museo.
11 marzo – workshop
Laboratorio e discussione con la testimonianza dei docenti che hanno partecipato ai progetti e alle attività educative del Museo.

Museo di Fotografia Contemporanea
Via Frova 10, Cinisello Balsamo-Milano
www.mufoco.org
t. 02.6605661, info@mufoco.org