Zanussi, uno dei più noti artistii nternazionali, ambasciatore di cultura e
del cinema in tutto il pianeta, questa volta affida alla parola scritta le sue memorie, in un libro redatto nel corso di oltre dieci anni, dato a Spirali per l’edizione italiana.
Il libro prende avvio da una battuta dell’attore polacco Jerzy Leszczyński, celebre per i suoi modi raffinati e la voce meravigliosa. Avvicinato un giorno da un giovanotto corpulento, il viso tondo e il naso all’insù, un giovane eroe proletario, che gli si presenta così: “Sono un suo collega, un attore”, l’anziano risponde: Lei è un collega? Un attore? Allora, è tempo di morire”.
Nato a Varsavia nel 1939, Zanussi ha attraversato la storia dell’Europa. Nel libro, corredato da immagini e fotografie, ne registra i mutamenti negli aneddoti, nei ricordi di viaggio, negli incontri con i protagonisti della cultura e della politica. Il suo modo di affrontare la vita e l’itinerario artistico risalta in queste pagine, autentica testimonianza dei cambiamenti della nostra epoca nell’anniversario della caduta del Muro di Berlino, e oltre, lezione di vita, di cinema e racconto di fede. Zanussi dedica un capitolo anche al ricordo degli avi italiani, quella stessa famiglia che ha
reso l’Italia nota in tutto il mondo, la Zanussi di Pordenone, motivo ricorrente anche nei progetti futuri del regista polacco.
Krzysztof Zanussi è nato a Varsavia nel 1939. Brillante cineasta, intellettuale europeo, regista, produttore, sceneggiatore, è presidente della FERA (Federazione europea dei registi audiovisivi), membro della
Pontificia Commissione per la Cultura e del Consiglio della Televisione Pubblica Polacca, ed è professore all’Università di Slesia a Katowice, e alla European Graduate School di Saas-Fee in Svizzera, dove abitualmente tiene un corso estivo. È direttore degli studios polacchi TOR. La sua
filmografia, ricchissima, è incentrata sin dagli esordi sui temi dell’esistenza: l’etica, la giustizia, la direzione della vta verso il valore e la salute, il rapporto tra scienza e fede, l’incontro e l’esigenza d’integrazione tra paesi, culture e tradizioni differenti. Zanussi ha firmato pellicole celebri, quali Da un paese lontano (1981, dedicato alla figura di Giovanni Paolo II) e L’anno del sole quieto (1984, che ha vinto il Leone d’oro alla Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia). Dopo Persona non grata (2005), ha diretto gli italiani Valeria Golino, Lorenzo Balducci e Remo Girone ne Il sole nero (2007). Ha concorso all’edizione 2008 del
Festival Internazionale del Film di Roma con la pellicola With a Warm Heart, in cui il protagonista, Bohdan Stupka, ha ottenuto il premio della critica come miglior interprete maschile. Per la sua attività di regista, Zanussi ha ricevuto numerosi premi, tra cui il David di Donatello, la croce di Cavaliere
dell’Ordine polacco, l’onorificenza di Cavaliere delle scienze e delle lettere e il Premio Internazionale Medaglia d’Oro al merito della Cultura Cattolica, 2002.
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