NOELIA CISELLA
espone al Colombo Caffè dal 7 giugno al 4 luglio 2010
Non è facile descrivere le opere di Noelia Cisella, in mostra a Busto Arsizio in questi giorni.
E perché, dietro un’apparente “semplicità” di linguaggio, si legge un mondo emozionale intenso, a volte violento, a volte delicato e sognato.
E trovo quindi più semplice sottolineare le emozioni che, e la conoscenza di Noelia e la “passeggiata” dinanzi alle sue opere, mi hanno provocato.
- Lei: piccolina, ma tutto “sale e pepe”, occhi “furbetti” in movimento continuo, quasi ballerina, così come i suoi pensieri, le sue visioni, la forza di rappresentarle, la voglia di consegnare i suoi messaggi.
- La linea: sottile ma decisa, infantile quasi, per attirarti in un mondo semplice, facile da “leggere”, legata al ricordo dei primi “segni – disegni”. E quando si ricompone, la complessità delle linee si fonde in paesaggio leggibile solo come un insieme, una densità, un colorismo sfumato ed evanescente.
- Il colore: bellissimo, deciso, diffuso con abilità e maestria, ma anche esploso da una sua parziale forza presente nel suo sangue argentino.
- Le figure: un alfabeto misterioso, come geroglifici ancora da decifrare: e le maschere ti parlano e ti scrutano e si torcono, mai con drammaticità ma sempre con la delicatezza che è tutta donna.
- La danza: un amore profondo che ha coinvolto la giovane Noelia e che non l’abbandona nemmeno nella grafica e nella pittura: figure, forme, segni si rincorrono e ballano, sì, proprio così, danzano e ruotano e fanno giravolte, che non riesci più a fermare lo sguardo.
- L’ipnosi: sì, perché dopo un po’ che osservi le sue opere, occhi strani, essenziali ma intensi, ti osservano e quasi ti calamitano e ti trovi a parlare: forse proprio con Noelia.
- Il sogno: ed infine, come un invito a sognare, partendo da una realtà forse così ricca di “misteriose” assonanze, “vaghi” ricordi, “presenze” impalpabili …
E mi fermo qui, perché è tanto ricco il linguaggio di Noelia che vale proprio la pena che ciascuno se lo viva a modo suo.
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Busto Arsizio, 07.06.2010
Dott. Arch. Paolo Torresan
Critico d’arte
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