GIULIANA AMICUCCI DAL PIAZ
espone al Colombo Caffè dall’1 febbraio al 28 febbraio 2010
Incontro con l’artista 2 febbraio 2010
Chi “da piccolo” non si è mai appassionato ad un artista, pittore, scultore, scrittore o poeta o …?
Vagando nei ricordi di gioventù, ho rivissuto la mia febbrile passione per Van Gogh, Matisse, Renoir, i Fauves …
… E Van Gogh: il segno deciso, il colore appassionante, la febbricitante follia e l’orecchio tagliato …
Vedendo queste riproduzioni ho riscoperto l’appassionata capacità di introspezione di una Giuliana pittrice che non osa definirsi artista, ma in realtà lo è: per la sicurezza con la quale rivive, e ti fa rivivere, l’emozione del segno, del colore, della pennellata, della materia …
E’ un animo gentile e sensibile, quello che può riprodurre, non solo una forma, una maniera, un colorismo, bensì approfondire con sicurezza la vibrazione della materia e la forza e la delicatezza espressiva dei maestri, uomini ed artisti.
Anche se Giuliana Amicucci ha vissuto in modo schivo questa sua esperienza di vita, ho riscoperto nella passione e nella serietà con la quale affronta i problemi di un mondo passato e vissuto sulle tavole lignee o sulle tele, nei colori delle tempere e dei materiali ad olio la profondità della conoscenza che dal “suo cuore” e dalla “sua testa” lei si è fatta dei “suoi” artisti.
E’ questa, credo, l’intenzione più bella che Giuliana, supportata dalla sua capacità tecnica, cerca di trasmettere a chi osserva il mondo di autori del passato: offre cioè la possibilità di farci rivivere emozioni che nessuna riproduzione fotografica o tipografica può trasmetterci e che solo risorge nella materia e nell’intelligenza delle sue pennellate, e nell’entusiasmo dello spirito che anima la sua singolare “creatività”.
Busto Arsizio, 04.02.2010
Dott. Arch. Paolo Torresan
Critico d’arte
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