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“2×20-dueopereperventiartisti”

Luogo: Galleria “Collezione Saman” – Via Giulia 194/A Roma
Inaugurazione: sabato 10 luglio alle ore 18,00
Durata: fino a domenica 18 luglio
Orari: lunedì-giovedì: 17.00-20.00
venerdì-domenica: 10.00-13.00 17.00-20.00

Selezione di due opere significative realizzate da venti artisti.

Quaranta elaborazioni diverse nei contenuti e nelle tecniche usate, ma unite dal fatto di essere presenti simultaneamente in uno spazio che prescinde dai limiti fisici e commerciali di “galleria”. Si tenta piuttosto di fare il punto della situazione del fermento artistico della capitale mostrando un ventaglio di proposte che ne rappresenti i più recenti sviluppi.

Lontani dalle altisonanti mostre dei grandi maestri e dai variopinti lustrini dei sontuosi vernissage, si cerca un’arte più sincera e vissuta, ma allo stesso tempo selezionata e di qualità. Una mostra che intende dare risalto ad artisti emergenti affiancandoli a maestri consolidati, ponendoli sullo stesso piano e favorendo tra i partecipanti uno scambio di idee e opinioni che inevitabilmente ne accrescerà positivamente l’esperienza.

Maria Laura Anetrini
Micaela Barbarossa
Barbara Berardicurti
Erica Brancasi
Patrizio de Magistris
Cecilia Di Rocco
Guglielmo Ferraiola
Angelica Lattaruli
Andrea Maiorana
Letizia Marconi
Kristina Milakovic
Walter Necci
Mariza Pereira Pauluk
Ilaria Pergolesi
Roberta Recanatesi
Marco Recchia
Gualtiero Redivo
Lorenzo Salvatori
Sergio Sbardellati
Gianluca Sità

I fiori di Manzù. Omaggio a Laveno Mombello opere a penna su carta assorbente e sculture al MIDeC di Cerro di Laveno Mombello

I fiori di Manzù. Omaggio a Laveno Mombello
opere a penna su carta assorbente e sculture al MIDeC di Cerro di Laveno Mombello

MIDeC Museo Internazionale Design Ceramico
17 luglio – 26 settembre 2010
Inaugurazione sabato 17 luglio ore 18.00

E’ un Manzù poco conosciuto quello in mostra dal 17 luglio 2010 al MIDeC di Cerro di Laveno Mombello.
Verranno esposti trenta disegni di erbe e fiori realizzati dal grande scultore bergamasco quando, nel 1944 ospite dell’industriale tessile Carlo De Angeli Frua nella sua villa di Laveno sul lago Maggiore, esercitò la sua vena creativa.
“Si tratta, spiega la dott.ssa Cristina Rodeschini, curatrice con la dott.ssa Zanella della mostra, di una commissione che viene affidata all’artista dalla famiglia Frua, alla guida di uno dei maggiori gruppi industriali lombardi nel ramo tessile. A coinvolgere lo scultore dovette essere Carlo Frua De Angeli, imprenditore dagli spiccati interessi artistici, maturati nel corso degli anni trenta quando l’industria lombarda prendeva parte attiva, con le proprie produzioni, alla Triennale, crocevia di studio, sperimentazione e proposizione di modelli formali e di soluzioni tecniche. L’apparentamento dei Frua con i De Angeli, originari di Laveno Mombello, porta la famiglia a disporre della bella villa acquistata fine ottocento da Ernesto De Angeli nella località del lago Maggiore, località rinomata per l’ambiente naturale e nota per la produzione ceramica.
È probabile che durante gli anni di guerra, con tutto il carico di incertezza che la situazione storica determinava, Laveno divenisse per Carlo Frua De Angeli un approdo sicuro.
A Manzù nella primavera del 1944 toccava dunque di condividere per qualche tempo questo ritiro, confortato dalla presenza sulle sponde del lago di altri bergamaschi come i Tadini, amici da sempre, che a Lesa avevano una residenza familiare.
In queste circostanze ed in questo scenario prende forma una delle opere più segrete della vita artistica di Manzù, resa pubblica solo nel 1985, quando trenta disegni con studi di erbe e fiori vengono pubblicati per la prima volta. Colpiscono le poche parole con le quali Manzù introduce la serie botanica a oltre quarant’anni dalla sua realizzazione: In questa bella edizione anch’io mi presento con la stessa umiltà che mi hanno trasmesso queste erbe e questi fiori che feci nel 1944. Questi disegni sono stati fatti direttamente sulla carta assorbente per abituarmi veloce ed immediato, ed anche per reazione a quegli orridi anni di guerra e di morte.”
L’erbario di Laveno, del quale è ora possibile ricostruire la cornice culturale e l’ambiente naturale, è il risultato di una attenta osservazione dal vero. Manzù analizza la caratteristica di ciascun vegetale sia essa la flessuosità o la rigidità, la trasparenza o la compattezza, l’effetto vellutato del fogliame o la sua struttura delicata.
Di grande abilità poi l’utilizzo della penna su un supporto sensibile come la carta assorbente, in grado di consentire risultati di suadente tattilità a condizione che il tratto sia guidato da una mano rapida, sicura.
Nel febbraio del 2004 la collezione è stata acquisita dalla Fondazione Credito Bergamasco che ha deciso di depositarli in comodato gratuito alla GAMEC di Bergamo per consentirne la fruizione da parte di tutti gli appassionati di Manzù.
In mostra al MIDeC, oltre ai trenta disegni, si potrà vedere l’erbario essiccato realizzato grazie alla collaborazione dell’Orto Botanico Lorenzo Rota di Bergamo, corrispondente alla serie disegnata dall’artista.Quasi tutte le specie vegetali ritratte sono state riconosciute e, salvo poche eccezioni, crescono ancora nel parco della villa appartenuta ai De Angeli Frua, ora sede del Comune di Laveno.
Si potranno anche ammirate alcune sculture realizzate dall’artista in quell’importante periodo storico e gentilmente prestate da collezionisti privati.
La mostra rimarrà aperta tutta l’estate sino al 26 settembre 2010.
Un catalogo ragionato, con testi di approfondimento e immagini delle opere, accompagnerà la mostra, così come una collezione di cartoline fatte realizzare appositamente dalla GAMEC di Bergamo per la prima esposizione della collezione nel 2004.

ORARI
martedì > 10.00-12.30
mercoledì, giovedì, venerdì > 10.00-12.30 / 14.30-17.30
sabato e domenica > 10.00-12.30 / 15.00-18.00
lunedì chiuso

INGRESSO
€ 5,00 > RIDOTTO € 3,00
Le visite di gruppo o di scolaresche vanno concordate con la Direzione del Museo (0332﷓666530)
E’ disponibile anche la visita guidata.

CATALOGO
Giacomo Manzù. Trenta studi di erbe e fiori. Rodeschini Galati M. Cristina; Rinaldi Gabriele; Tarantola Lucia, 2004, Lubrina-LEB > € 20,00

SEGRETERIA MIDeC > Catia Morandi
tel/fax 0332 666530
museodellaterraglia@tiscali.it
www.midec.org

INFO STAMPA > METAMUSA ARTE E EVENTI CULTURALI
via C. Battisti, 9
21013 Gallarate VA
tel./fax 0331 777472
info@metamusa.it

Nasce l’associazione Museo di Fotografia Contemporanea

Se ami la fotografia e l’arte contemporanea, da oggi hai la possibilità di dare il tuo contributo a sostegno dell’unica istituzione pubblica in Italia dedicata allo studio, alla conservazione e alla diffusione della fotografia contemporanea.

L’Associazione nasce per sostenere il Museo di Fotografia Contemporanea, il suo patrimonio culturale, le attività espositive, educative e di studio.
Tra i soci fondatori sono presenti importanti fotografi e personaggi della cultura e dell’editoria, come Gabriele Basilico, Giovanna Calvenzi, Paola Mattioli, Grazia Neri e Michele Pizzi.
Iscriversi all’Associazione Amici del Museo di Fotografia Contemporanea significa entrare a far parte di una comunità di persone appassionate di fotografia e arte contemporanea che sostengono e condividono le attività svolte dal Museo. L’associazione è aperta a tutti.
Gli iscritti potranno beneficiare di sconti speciali sulle pubblicazioni, i seminari e i corsi di formazione del museo e della partecipazione gratuita alle visite guidate e ai laboratori per famiglie. Avranno inoltre la possibilità di partecipare alle iniziative e ai viaggi culturali organizzati dall’associazione per i propri soci.

Per informazioni: amici@mufoco.org, tel.02.66056629, www.mufoco.org.

CAMERE XII : Echo

CAMERE #12
Echo

H.H. Lim
Annie Ratti/ Arto Lindsay
Staalplaat Soundsystem/ FM3

a cura di
Anna Cestelli Guidi

DOVE
RAM radioartemobile Via Conte Verde 15, Roma

QUANDO
Inaugurazione: 21 Giugno 2010, ore 19

ORARIO
fino al 31 Luglio 2010
da martedì a sabato dalle 16,30 alle 19,30

Lunedì 21 Giugno, ore 19.00 si inaugura presso RAM radioartemobile, Via Conte Verde 15 a Roma, Camere XII: Echo.
Come di consueto, ognuna delle tre camere dello spazio è dedicata al lavoro di un artista, oppure come in questo caso, risultato della collaborazione tra artisti provenienti da esperienze linguistiche
differenti. Il suono è la materia impalpabile che come una eco “risuona” e lega questi lavori, per altro estremamente diversi, tra loro: suono elettronico, suono parlato, suono distorto, suono gridato… Il suono è al centro di Model for a hole il progetto scultoreo nato dalla collaborazione tra Annie Ratti e Arto Lindsay per l’Auditorium di Roma e qui presentato nella versione del modello/scultura sonora; come anche nell’installazione di H.H.Lim, pensata come dialogo frammentato tra il flusso visivo di Argomenti di stagione e quello sonoro di Daily Music; e ancor di più il suono, manipolato, distorto, esaurito, è l’elemento centrale dell’installazione performativa e interattiva del colletivo Staalplaat Soundsystem, Killing Buddha, realizzata con la collaborazione con il gruppo di musica elettronica cinese FM3.

Si ringrazia il Professore Mariano Venanzi del Dipartimento di Scienze e Tecnologie Chimiche dell’Università degli Studi di Roma Tor Vergata.

CAMERE è un progetto di RAM radioartemobile avviato alla fine del 2005. Il dispositivo curatoriale di Camere prevede l’invito di tre artisti che coabitano gli spazi della galleria disponendo di una «camera» personale.
Le edizioni passate di Camere sono: Camere #1, dicembre 2005-febbraio 2006 (Sol LeWitt, Jannis Kounellis, Franz West); Camere #2, maggio-luglio 2006 (Getulio Alviani, Carla Accardi, Lawrence Weiner); Camere #3, febbraio-aprile 2007 (Dan Graham, Gert Robijns, Donatella Spaziani); Camere #4, luglio-settembre 2007 (Giovanni Anselmo, Domenico Bianchi, Gunther Forg); Camere #5, dicembre 2007 – febbraio 2008 (Luigi Ontani, Vettor Pisani, Emilio Prini); Camere #6, maggio – luglio 2008 (Jimmie Durham, Luca Maria Patella, ManfreDu Schu); Camere #7, novembre 2008 – gennaio 2009 (Maria Thereza Alves, Gülsün Karamustafa, Cesare Pietroiusti); Camere #8, aprile – maggio 2009 (Olafur Eliasson, Giulio Paolini, Erwin Wurm); Camere #9, ottobre – dicembre 2009 (Jan Fabre, Alberto Garutti, Hidetoshi Nagasawa); Camere #10, febbraio – marzo 2010 (Brandon LaBelle, Thomas Koener, Liliana Moro); Camere#11, marzo – maggio 2010 (Jimmie Durham con Riccardo Benassi – Magnus Ottertun- Elisa Strinna)

NOELIA CISELLA

NOELIA CISELLA
espone al Colombo Caffè dal 7 giugno al 4 luglio 2010

Non è facile descrivere le opere di Noelia Cisella, in mostra a Busto Arsizio in questi giorni.
E perché, dietro un’apparente “semplicità” di linguaggio, si legge un mondo emozionale intenso, a volte violento, a volte delicato e sognato.
E trovo quindi più semplice sottolineare le emozioni che, e la conoscenza di Noelia e la “passeggiata” dinanzi alle sue opere, mi hanno provocato.
- Lei: piccolina, ma tutto “sale e pepe”, occhi “furbetti” in movimento continuo, quasi ballerina, così come i suoi pensieri, le sue visioni, la forza di rappresentarle, la voglia di consegnare i suoi messaggi.
- La linea: sottile ma decisa, infantile quasi, per attirarti in un mondo semplice, facile da “leggere”, legata al ricordo dei primi “segni – disegni”. E quando si ricompone, la complessità delle linee si fonde in paesaggio leggibile solo come un insieme, una densità, un colorismo sfumato ed evanescente.
- Il colore: bellissimo, deciso, diffuso con abilità e maestria, ma anche esploso da una sua parziale forza presente nel suo sangue argentino.
- Le figure: un alfabeto misterioso, come geroglifici ancora da decifrare: e le maschere ti parlano e ti scrutano e si torcono, mai con drammaticità ma sempre con la delicatezza che è tutta donna.
- La danza: un amore profondo che ha coinvolto la giovane Noelia e che non l’abbandona nemmeno nella grafica e nella pittura: figure, forme, segni si rincorrono e ballano, sì, proprio così, danzano e ruotano e fanno giravolte, che non riesci più a fermare lo sguardo.
- L’ipnosi: sì, perché dopo un po’ che osservi le sue opere, occhi strani, essenziali ma intensi, ti osservano e quasi ti calamitano e ti trovi a parlare: forse proprio con Noelia.
- Il sogno: ed infine, come un invito a sognare, partendo da una realtà forse così ricca di “misteriose” assonanze, “vaghi” ricordi, “presenze” impalpabili …
E mi fermo qui, perché è tanto ricco il linguaggio di Noelia che vale proprio la pena che ciascuno se lo viva a modo suo.

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Busto Arsizio, 07.06.2010

Dott. Arch. Paolo Torresan
Critico d’arte

Arte: ai nastri di partenza la 39^ edizione della storica Rassegna d’Arte Contemporanea Re di Roma

Roma, 13 maggio 2010 – Apre i battenti il prossimo 21 maggio a Roma, nella centralissima Piazza della Repubblica, la trentanovesima edizione della tradizionale esposizione “Rassegna d’Arte Contemporanea Re di Roma”, il cui valore di “mostra consolidata nella tradizione cittadina” è stato recentemente riconosciuto anche dall’Assessore capitolino alla Cultura Umberto Croppi. Per l’intera durata della manifestazione, che è stata organizzata dall’Associazione Art Studio Tre e si concluderà il 30 maggio prossimo, l’esposizione – patrocinata dal Comune di Roma, dalla Provincia di Roma e dalla Regione Lazio e premiata da un crescendo di consensi e di visitatori, stimato in passato intorno alle 30.000 presenze – trasformerà la celebre piazza nella colorata galleria a cielo aperto che, negli anni, si è vista attribuire dal pubblico e dalla stampa l’appellativo di “salotto d’arte aperto della Capitale”.

Tante le personalità del mondo delle istituzioni invitate all’inaugurazione: dal Sindaco, Gianni Alemanno, all’assessore capitolino alle Politiche Culturali, Umberto Croppi, che in più occasioni in passato ha ribadito di pensare a Roma come “a una metropoli di creativi” e “a una città non solo seduta sul suo grande passato”; da Federico Mollicone, Presidente della Commissione Cultura del Campidoglio, a Dino Gasperini, Consigliere Comunale Delegato per il Centro Storico, e Orlando Corsetti, Presidente del I Municipio.

Appuntamento irrinunciabile per appassionati d’arte di tutte le età romani e non, la kermesse vedrà presenti più di 1.000 opere, la maggior parte delle quali oli a spatola e a pennello raffiguranti soggetti diversi, ma anche alcuni acquerelli e qualche disegno. Agli Stand, creati ad hoc proprio per migliorare la ricettività dell’esposizione, circa 60 artisti, tra cui molti pittori e qualche grafico, tutti altamente selezionati. Diversi per ciascuno di loro tanto il linguaggio espressivo quanto la tecnica utilizzata: dal figurativo all’astrattismo, passando anche per la ritrattistica, il paesaggismo, il simbolismo e il surrealismo. Due i turni di esposizione: dal 21 al 25 per il primo gruppo di artisti e dal 26 al 30 maggio per il secondo.

“Ancora una volta – ha detto l’architetto Lucilla Labianca – l’Associazione che presiedo esporrà con l’entusiasmo che la caratterizza e con l’obiettivo di sempre: promuovere arte e cultura, così come proporre all’attenzione del pubblico e della critica talenti in ogni settore artistico. Quello che ci auguriamo – ha continuato il Presidente dell’Associazione Art Studio Tre – è che, anche in quest’edizione, così come avvenuto in passato, il pubblico voglia continuare ad accordarci il suo consenso e che venga registrato il numero di presenze di spettatori e appassionati d’arte che ha caratterizzato le rassegne passate”.

La kermesse, oltre a consentire a quanti la visiteranno di vedere da vicino e toccare con mano la rinnovata stagione di primato artistico della Capitale, punta a scoprire e proporre al pubblico e alla critica – attraverso un moderno mecenatismo di gruppo anche nuovi talenti reclutati in settori diversi che potranno così uscire allo scoperto per affermarsi.

L’ingresso alla manifestazione, che rimarrà aperta tutti i giorni dalle ore 10.00 alle 20.00, è gratuito.

Dal 28 maggio al 27 giugno il Caffè Fiume apre all’arte con la collettiva d’eccezione “Incontro con l’Arte”

Il 28 maggio prossimo apre all’arte il Caffè Fiume. La sfida, decisamente ambiziosa, dei nuovi gestori è quella di ricreare nella Capitale l’atmosfera che si respirava, già dalla metà dell’800, al Caffè Michelangiolo di Firenze, salotto letterario e ritrovo quotidiano per gli artisti, noto al grande pubblico per esser stato la culla del movimento dei Macchiaioli.

Il primo della lunga serie di appuntamenti – che faranno di questo storico locale, sito in Via Salaria 55/57, a pochi passi dalla centralissima Piazza Fiume, anche un luogo di incontro per artisti e intellettuali e lo renderanno capace di dare un importante contributo al panorama culturale romano – è la collettiva dal titolo “Incontro con l’Arte”, che vede presenti i lavori di dieci pittori selezionati dalla Galleria “Il Mondo dell’Arte”. In mostra – fino al 27 giugno – un assaggio della preziosa collezione di ciascuno di loro per un totale di venti pezzi esposti in una cornice davvero unica. Nato nella zona centrale di Piazza Fiume, da cui prende il nome, il Caffè Fiume, oltre ad essere uno dei locali storici della Capitale, è da sempre considerato un bar particolarmente raffinato ed elegante della nostra città. Progettato e arredato in stile Liberty, grazie anche alla posizione, risulta essere una location ideale in cui ospitare mostre di pittura e scultura, ma anche accogliere presentazioni di libri, favorire incontri artistici e fare arte a 360 gradi.

All’interno dell’esposizione un’area sarà dedicata a Novella Parigini, Mario Russo e Pietro Vanni, tre dei più importanti rappresentanti del panorama artistico italiano del 1900. Se pubblico e critica ricordano Russo – che ha immortalato le più belle donne del mondo – come il “pittore delle dive” e Vanni per lo stile particolare dei suoi lavori, il nome di Novella Parigini, conosciuta ai più per i giganteschi occhi di gatto che caratterizzano i suoi quadri, rimane legato agli anni della “Dolce Vita” romana, di cui fu uno dei simboli più leggendari, e a Via Margutta, da lei eletta a palcoscenico delle sue vicende esistenziali e artistiche.

Accanto alle opere di questi celebri nomi della pittura contemporanea del nostro paese anche i pezzi di tanti artisti viventi: dal Maestro Elvino Echeoni, pittore, scultore e musicista, che, legato artisticamente alla Parigini fin dagli anni ‘70, ha condiviso con lei mostre in tutto il mondo per oltre un ventennio e raccolto il bagaglio del suo vissuto, a Luigi Modesti, i cui quadri rimandano alla tradizione dei chiaristi, seppur reinterpretata attraverso una tecnica ricca di trasparenze ed effetti di leggerezza; da Michele Roccotelli, abile conoscitore dell’arte della dissoluzione e riaggregazione del colore, del contrasto ombra-luce e della sovrapposizione di tonalità in cui il paesaggio pugliese è continuo punto di riferimento spaziale e fulcro di un profondo coinvolgimento emotivo; al talentuoso Enrico Sereni, che coniuga padronanza tecnica e ispirazione artistica, e che è noto al grande pubblico per gli scorci di antichi paesini umbri e toscani e per le vedute romane illuminate da tocchi di luce abbaglianti che rimandano l’essenza dello spazio e della profondità, per finire con Pino Tersigni, pittore simbolista, surrealista e iperrealista. Due le artiste in mostra: la polacca Anna Novak, che rievoca nei suoi quadri quegli scorci suggestivi di Roma che, fin dal suo primo viaggio come turista, l’hanno conquistata e rivisita, in chiave moderna, l’atmosfera e il sapore dell’ottocento, e Benedetta Parigini, figlia di Novella, pittrice libera e originale che, seppur cresciuta nel salotto della madre, è caratterizzata da una forte personalità.

“L’idea di aprire all’arte il caffè Fiume – hanno spiegato i nuovi gestori del locale – nasce dall’incontro con il Maestro Elvino Echeoni, che ha organizzato e curato l’esposizione e l’allestimento di questo primo evento e che ci auguriamo voglia seguire anche in futuro il percorso artistico a cui oggi ci accingiamo a dare il via. E’ stato proprio confrontandoci con lui che ci è apparso chiaro da subito che quello che vogliamo offrire alla nostra città e al nostro pubblico, accanto a un’elevata qualità di prodotti e servizi, è una location unica, che sia allo stesso tempo un ritrovo per il pubblico e un prezioso laboratorio per intellettuali e artisti, un luogo che permetta a quanti lo vogliono di prendere parte a vivaci discussioni, e che, nel tempo, possa eguagliare lo storico Caffè Michelangiolo di Firenze che, dalla seconda metà dell’800 e fino agli anni venti, vide nascere sodalizi vari e correnti artistiche”.

“Sono stato felicissimo – ha detto il Maestro Elvino Echeoni, pittore e scultore, oltre che direttore artistico della galleria Il Mondo dell’Arte e presidente dell’associazione Margutta Arte – di accettare questa bella sfida. Sono inoltre fermamente convinto che il caffè Fiume diventerà presto un ritrovo intellettuale aperto a tutte le arti e riuscirà nell’obiettivo che si sono posti i suoi gestori: favorire con eventi e manifestazioni di carattere vario le correnti vive del pensiero culturale e artistico contemporaneo cercando di metterne in luce le tendenze più significative e innovative”.

Al vernissage inaugurale, che avrà luogo venerdì 28 maggio dalle ore 18.00 alle 23.00, prenderanno parte, accanto ad alcuni pittori, diversi musicisti e scrittori, la maggior parte dei quali si è già impegnata a dare il proprio contributo artistico: dall’attrice Adriana Russo, figlia del noto pittore napoletano in esposizione, al cantautore Tony Santagata; dall’attore toscano Enio Drovandi alla collega e pittrice Barbara Bouchet; dal compositore e direttore d’orchestra Mario Torosantucci, noto per tante colonne sonore che gli hanno valso premi e riconoscimenti cinematografici in Italia e all’estero, all’attore Massimiliano Massari; dal patron del Cantagiro Enzo De Carlo ad Angelo Ciccio Nizzo, organizzatore di eventi nei più prestigiosi locali della capitale e icona delle più belle serate della Roma bene, che si affida a lui per i party rivolti ai nottambuli più esigenti, dal noto musicista e cantautore Carmelo Caprera alla Principessa Caracciolo e a tanti altri rappresentanti del mondo della cultura, dello spettacolo e della movida romana.

Caffè Fiume – Via Salaria, 55/57 (Zona Piazza Fiume) – Roma
Mostra collettiva degli artisti:
Elvino Echeoni, Luigi Modesti, Anna Novak, Benedetta Parigini, Novella Parigini, Mario Russo, Michele Roccotelli, Enrico Sereni, Pino Tersigni e Pietro Vanni.
Vernissage cocktail venerdì 28 maggio 2010, ore 18.00 – 22.00.
La mostra si protrarrà fino al 27 giugno 2010: dal lunedì alla domenica dalle 7.00 alle 21.00.

Come raggiungerci
Metro A e B (Termini)
Autobus Fermata Via Piave 38, 86, 92, 217, 360, M
Fermata Via XX Settembre 16, 30, 36, 60, 61, 62, 84, 90, 492
Fermata Piazza Fiume 120, 490, 491, 495

Dal 29 maggio al 6 giugno a Palazzo Margutta “Composizione… Scomposizione… Movimento…”, una preziosa collettiva per riflettere sulle sfumature della pittura

Roma, 29 maggio 2010 – Un confronto fra autori di linguaggi diversi e pubblico per riflettere insieme sugli aspetti più significativi delle diverse tendenze artistiche. Questo il leit-motiv della mostra collettiva organizzata dalla Galleria “Il Mondo dell’Arte” a Palazzo Margutta (Via Margutta, 55) dal 29 maggio al 6 giugno prossimi (ingresso gratuito) e intitolata “Composizione…Scomposizione…Movimento”.

“Tutti gli autori coinvolti – ha detto a proposito dell’esposizione il Maestro Elvino Echeoni, Presidente dell’Associazione Margutta Arte e direttore artistico della società Il Mondo dell’Arte – presentano una tecnica diversa. Si passa da una pittura statica fortemente ancorata ai canoni della tradizione ad una che, ritraendo espressioni visuali non figurative, riconduce ai dettami tipici dell’astrattismo, per finire con una tecnica artistica che, così come il futurismo, rappresenta i soggetti attraverso nuove forme di prospettiva e di spazio in grado di estrinsecare velocità e dinamismo”.

La kermesse, che è uno degli incontri fissi nel calendario della nota Galleria, mira a sviluppare una coscienza critica che permetta allo spettatore di riconoscere le differenze presenti nella visione e nella produzione realizzata da ciascun artista. L’appuntamento per il vernissage è fissato per sabato 29 maggio 2010 dalle 18.30 alle 22.00. Per l’occasione è prevista l’esibizione di una ballerina di flamenco, danza sensuale in cui si fondono bellezza, eleganza, grazia, attrazione e che, rappresentando soprattutto fierezza, energia, ritmo e colore in movimento è la più immediata raffigurazione di questa mostra collettiva.

L’organizzazione dell’esposizione è stata curata dal Maestro Elvino Echeoni unitamente ad Adriano Chiusuri e Remo Panacchia. A prendere parte a questo piacevole scambio artistico: Elzbieta Krasinska (Elkra), Nicola Famà, Girolamo Lania, Lilly Nardi, Marina Sinitsyna, Francesca Surace.

Elzbieta Krasinska, in arte Elkra, ha seguito un percorso artistico definito dall’espressività prorompente e dalla passione per il vivo colore. Dai gioielli all’arredamento fino alla pura pittura, ogni sua opera è armoniosa composizione di elaborati contrasti. Se c’è un’artista che più di ogni altra cosa rappresenta con il suo lavoro la libertà dell’essere donna, questa è Elzbieta Krasinska (in arte “Elkra”). Una pittrice dal gusto poliedrico alla costante ricerca di nuovi stimoli cromatici e tecnici. E’ il vigore dei sensi che la fa da padrona nei suoi dipinti che sono una vera esplosione di energia ed emozioni. In questa nuova serie di maestosi quadri ispirati al mondo del “flamenco”, la parola chiave è passione. Riducendo all’indispensabile la tecnica pittorica che in questa occasione esprime la sua forza nel togliere piuttosto che nell’abbondare, Elzbieta Krasinska raffigura donne che dedicano ogni battito del loro cuore e ogni gesto della loro anima alla danza. In nome dell’amore per il movimento ogni quadro è una pura e rigorosa espressione dell’essere donna con fierezza e disinvoltura. Lasciandosi trasportare dentro questi nuovi entusiasmanti lavori di Elzbieta Krasinska si riesce quasi a sentire il ritmo che ne ha scandito l’esecuzione, come se essi sprigionassero una musicalità calda e seducente che conquista e stravolge.

Nicola Famà muove i suoi primi passi artistici da giovanissimo, dedicandosi esclusivamente alla pittura, scoperta quasi per caso dopo una breve esperienza lavorativa a Firenze e una parentesi all’Accademia di Belle Arti. L’artista riversa nelle opere, riproponendole in chiave surreale e onirica, certe oscurità e tratti dell’animo, che sono frutto dell’esplorazione del proprio mondo interiore e di un’intensa osservazione del mondo circostante. I toni sono intensi e brillanti, le linee precise, il disegno – nel suo complesso – è veloce, realizzato di getto, capace di cogliere il movimento e d’imprimere dinamismo alla pittura, curata e realistica. Egli riesce con semplicità ad affidare alla pittura il messaggio che vuole trasmettere: diretto e immediato è il linguaggio nella rappresentazione di una realtà che non lascia spazio a interpretazioni equivoche; allegorico, immaginifico, dotato di una forza che cattura e blocca l’attenzione dello spettatore, quando mette in scena un mondo in cui i soggetti – siano essi persone, animali mitici od oggetti – si trasformano in vere e proprie rappresentazioni corali, entità vitali urlanti dai molteplici significati.

Girolamo Lania, dopo aver frequentato corsi alla Scuola del nudo presso l’Accademia delle Belle Arti di Roma, ha praticato l’incisione con successo tanto da essere inserito nel catalogo che li riunisce. Memore della tradizione dell’ ‘800 italiano e degli insegnamenti compositivi e coloristici della scuola parigina, realizza lavori che suscitano il “sentimento del vero” radicato nelle poetiche dei Macchiaioli e reinterpretate dalla luce dell’epoca contemporanea. Nel piccolo formato della “tavoletta” riesce ad assimilare la modernità e le conquiste pittoriche scaturite dalle sperimentazioni del ‘900. Muore a Roma nel 2006. “Una vera umanità in attesa, il mondo poetico di questo sensibilissimo artista è veramente lo specchio dei dipendenti. La tavolozza di Lania indica il suo eterno desiderio di dare all’umanità, delle sue fatiche quotidiane, una immagine più felice”. (Toni Bonavita).

Lilly Nardi, caratterizzata da un’elevata qualità tecnica, da un ampio bagaglio artistico e da una continua ricerca formale ricca ed emozionante che oggi lascia il posto a un nuovo flusso creativo, attualmente dipinge e vive attraverso un’immediata gestualità, una vera e propria esplosione di colori non più riconducibile a un’univoca e certa identificazione. Tra i temi preferiti Roma, con i suoi dettagli e i suoi angoli nascosti, ma anche i fiori, soprattutto le rose dai colori reali e magnifici, e le donne dallo sguardo misterioso che raccontano un universo interiore e profondo. Quasi a completare un percorso circolare, dai primissimi lavori caratterizzati da microscopici segni che componevano paesaggi post-naïf, Lilly Nardy è giunta a una sorprendente e radicale astrazione, in cui i segni arrivano ad autoscomporsi. “Le nuove tele ci colpiscono per la carica di energia e per la freschezza che sono in grado di sprigionare: possiedono un ritmo e un’energia dirompente tale da mostrare tutto il coraggio di una pittrice che, seppur matura artisticamente, conserva inalterato lo spirito e la gioia di vivere delle prime creazioni ed è disposta a mettersi ogni volta, ogni giorno in gioco e in discussione”. (Anita Suppa)

Marina Sinitsyna, artista russa, da anni vive a Roma, città nella quale ha assimilato diverse suggestioni cromatiche – specie quelle dell’arte italiana pre-umanistica – rielaborate e coniugate in una poetica impregnata dagli echi medioevali della Russia, dall’iconografia bizantina e dalla tradizione pittorica ebraica sino all’onirismo di Chagall. “Il fascino della creatività di Marina Sinitsyna scaturisce, inoltre, dalla mirabile capacità di tradurre in linee e colori maree e tsunami coscienziali, epifanie mistiche, violente e cangianti intermittenze del cuore. Il cuore, tòpos di un’estetica cardiocentrica, si staglia come allucinazione ricorrente nella produzione di Marina Sinitsyna, artista grande ed originale, consacrata dai premi ricevuti nelle mostre personali e collettive a Roma, Berlino, Londra, Parigi e Barcellona. I suoi dipinti fanno parte di importanti collezioni private”. (Professor Giancarlo Lehner)

Francesca Surace, disegnatrice, pittrice e ceramista romana, dopo essersi laureata con il massimo dei voti all’Accademia di Belle Arti di Roma, si è concentrata nello studio e nella rappresentazione delle più antiche e prestigiose manifatture delle scuole di ceramica italiana, realizzando grandi opere che riproducono gli antichi decori epici del Rinascimento. In esposizione lavori ad olio ed acrilico su tela raffiguranti una delle sue grandi passioni, i cavalli, animali nobili e fieri, vigorosi e maestosi, che ben si prestano a rappresentare la forza caratteriale e di segno tipiche della personalità di questa artista. Altro soggetto amato è quello dei fondali marini che, da esperta subacquea, riesce a rappresentare, mescolando magia, leggerezza e fluidità. Parlando dei suoi lavori dice: “Vorrei trasmettere a chi guarda i miei quadri l’intensità delle mie esperienze, vorrei tanto che ci sia il trasporto che provo io, vorrei condividere l’emozione che si prova guardando gli occhi di un cavallo entrandoci dentro, o la profondità del fondo del mare sentendosi persi. Soggetti oscuri, potenti, avvolgenti, padroni”.

Galleria Il Mondo dell’Arte “Palazzo Margutta” – Via Margutta, 55 Roma
Mostra collettiva degli artisti:
Elzbieta Krasinska (Elkra), Nicola Famà, Girolamo Lania, Lilly Nardi, Marina Sinitsyna, Francesca Surace.
Vernissage cocktail sabato 29 maggio 2010, ore 18.30 – 22.00.
La mostra si protrarrà fino al 6 giugno 2010: dal martedì al sabato dalle 10.30 alle 13.00 e dalle 16.00 alle 20.00 (chiuso domenica mattina e lunedì mattina, aperto tutto il giorno mercoledì 2 giugno e domenica 6 giugno).

IL CUBO DELL’APOCALISSE di ANDìGELO CRUCIANI

FAMIGLIA MARGINI e AMNESTY INTERNATIONAL

presentano

APOKALYPSE AL CUBO

“IL CUBO DELL’APOCALISSE” di Angelo Cruciani

FINISSAGE E RESTART DELLA MOSTRA APOKALYPSE
con la PRESENTAZIONE del Primo Cubo d’Arte
a cura di Grace Zanotto

Giovedì 27 Maggio 2010 h 18.00/ 23:00 – INGRESSO LIBERO

FAMIGLIA MARGINI
Via Simone D’Orsenigo, 6 – Milano

CON IL PATROCINIO di AMNESTY INTERNATIONAL

Famiglia Margini proroga l’apertura della Mostra “Apokalypse”, personale dell’Artista Angelo Cruciani, fino al 20 Giugno 2010.
L’Esposizione sarà arricchita con Opere Inedite: questo progetto di ricerca del filone della Profetic Art ha prodotto il primo “Cubo d’Arte” che verrà presentato giovedì 27 maggio nella sede milanese di via Simone D’Orsenigo, 6.

Angelo Cruciani realizza un’opera sperimentale: per la prima volta lo spettatore è chiamato a vivere l’interno dell’opera d’arte per poter recuperare, in solitudine, estraniandosi dall’ambiente circostante, l’attenzione e la facoltà di giudizio. L’oberazione visiva, che ci vuole costringere a inseguire bisogni indotti come animali ciechi, ha portato la Società a un punto limite.
Oggi, il Cubo è la risposta!

Il visitatore è invitato a entrare nell’opera per sperimentare l’orrore a 360 gradi e magari sentire l’urgenza di una reazione propositiva.

Un Happening emozionante che coinvolgerà il visitatore. Si preannuncia un’avventura cruda, ma con un sorprendente risvolto positivo!

PRESENTE ALL’INTERNO DELLA MOSTRA IL VIDEO “APOKALYPSE IN BERLIN” REALIZZATO IN COLLABORAZIONE CON IL REGISTA CARLO FATIGONI ED I SANTIFOLLI PRESENTATO NEL 2009 IN OCCASIONE DELLA BERLINALE.

L’Esposizione è visibile sul Sito: www.apokalypse.co.uk

Angelo Cruciani con Grace Zanotto e l’Organico di Famiglia Margini, reduci dal Grande Successo della Mostra “Terzo Rinascimento” a palazzo Ducale di Urbino con oltre Trentamila presenze, si apprestano a realizzare un altro grande evento, la Mostra “Anni ‘00, il decennio irreale” dal 24 Giugno a Milano, che vedrà la partecipazione di Fabbrica Borroni.
Il percorso di Esposizioni Sociali che l’Associazione Culturale propone mira ad una rieducazione sensoriale dello spettatore, che attraverso l’arte si riappropria del rapporto emotivo con il Mondo.

“IL CUBO DELL’APOCALISSE” di Angelo Cruciani
Giovedì 27 Maggio 2010 h 18.00/ 23:00 – INGRESSO LIBERO

Cocktail offerto da ASTORIA
Performance sonora di Noisefuel

FAMIGLIA MARGINI
Ass. culturale e galleria d’arte contemporanea
Via Simone D’Orsenigo, 6 – Milano
lun-ven h. 11/14 – 16/20 sab-dom su appuntamento

Per ulteriori informazioni:

Flavia Lanza – Art Project Manager
Tel. 0255199449
Ph. 340 9245760

web: www.apokalypse.co.uk – www.famigliamargini.com
e-mail: famigliamargini@gmail.com

L’ORIGINE PRIMORDIALE IN OGNI STATO EMOZIONALE

L’ORIGINE PRIMORDIALE
IN OGNI STATO EMOZIONALE
Mostra di Andrea Pedretti

a cura di Angelo De Natale

SPAZIO ZERO, via Ronchetti n. 6 Gallarate VA
tel./fax 0331.777472

Dal 5 al 20 giugno 2010
Inaugurazione sabato 5 giugno alle ore 18.00

Orario: da martedì a sabato 17.00-19.00,
domenica 10.00-12.00/16.30-19.00; lunedì chiuso
ingresso libero

Un vortice di turbolenti suggestioni, colori violenti ed accesi, continui mutamenti della materia: così ci sorprendono le opere di Andrea Perdetti, che saranno in mostra allo Spazio Zero di Gallarate dal 5 giugno 2010.
L’origine primordiale in ogni stato emozionale, è il titolo impegnativo per una mostra dall’atmosfera irreale, riflesso di una realtà spesso intrisa di tormento e di inquietudine.
“Le forze della natura, sole, acqua e fuoco, in continuo mutamento, diventano energia creativa nella coscienza dell’uomo mentre affronta la potenza infinita del fondamento dell’esistenza nella sua configurazione fisica e nel suo divenire biologico.”
Ecco che l’artista attraverso la sua pittura esprime la paura, il dolore, la sofferenza ma anche la passione, l’amore e la gioia realizzando una simbiosi materica tra ragione e istinto, provocando così una armoniosa e meravigliosa complicità.
Il suo linguaggio espressivo è forte e irreale e il colore è un elemento indispensabile per guidare l’osservatore in un gioco di immaginazione e fantasia. Sono quadri che sembrano sculture, quadri che vivono di matericità e di una sintonia di segni che tentano di riscoprire le diverse forze della natura.
In mostra ci sarà una selezione di opere della sua ultima produzione artistica, in cui il linguaggio diventa attualissimo: “in esse vi sono le forze della comunicatività che sono convogliate verso la pura visione interiore espressa con forme studiate e trasformate in un vortice di valori figurali e significati simbolici”.
La mostra, curata dal prof. Angelo De Natale e organizzata da Metamusa arte ed eventi culturali, verrà inaugurata sabato 5 giugno alle ore 18.00 e rimarrà aperta sino a domenica 20 giugno.

Andrea Perdetti nasce a Somma Lombardo nel 1971 e frequenta corsi di pittura all’Accademia di Belle Arti di Brera, apprendendo diverse tecniche pittoriche che applicherà alla propria espressione artistica.
Dal 1995 partecipa a vari concorsi nazionali di pittura ed espone in numerose mostre collettive e personali. Tra cui: 1995 Caronno Varesino_ premio acquisto; Caprino Veronese_ targa del questore di Verona; Mostra Città di Vinago_ premio acquisto; 1996 Eremo S. Caterina del Sasso_ premio acquisto; Mostra Città di Vinago_ primo premio; Illasi_ targa Arma dei carabinieri; Esecuzione murale di pittura presso l’Hotel Catullo di Sirmione_ esposizione permanente; 1999 Villa Porro_ personale; Varano Borghi_ collettiva; 2000 – 2009 Sesto Calende_ personale; 2010 Galleria Jelmini in Piacenza_ personale; Villa Benzi Zecchini in Caerano San Marco_ collettiva; Istituto Italiano in Colona (D)_ collettiva.

Per ogni informazione
METAMUSA
via C. Battisti, 9 – 21013 Gallarate (Va)
Tel. 0331 777472
info@metamusa.it
www.metamusa.i