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AMEDEO BUFFA IN ARTE NAZZARI

La casa Editrice Edizioni Sabinae comunica l’uscita del volume AMEDEO BUFFA, IN ARTE NAZZARI di Maria Evelina Buffa, diario intimo della famiglia Nazzari, scritto dalla figlia dell’amato divo del cinema italiano.
Nella collana di cinema italiano che la Casa Editrice ha programmato, non poteva mancare un omaggio per i 30 anni dalla scomparsa – che ricorreranno nel 2009 – di uno dei più amati e inossidabili attori italiani che il nostro cinema ha avuto.

…DIVAGAZIONI SULL’ALBUM DI FAMIGLIA…
“Questo non è un libro di memorie. E nemmeno la biografia di mio padre. E’ proprio quello che sembra: un album di famiglia. Disordinato come me. Pensieri che accompagnano le foto. Ricordi che affiorano dagli abissi dell’inconscio…” E qualche scritto di Amedeo, o di persone a lui vicine, ripescato da vecchi scatoloni di passati traslochi…”

L’Autrice
Figlia di Amedeo Nazzari e Irene Genna, nasce a Roma. Dopo aver frequentato la scuola francese e aver studiato recitazione allo studio Fersen, col nome d’arte di Evelina Nazzari, debutta giovanissima come attrice. In teatro nel “Cirano” di Edmond Rostand, con la regia di Maurizio Scaparro, in televisione con “L’eredità della priora”, con la regia di Anton Giulio Majano e in cinema con “Dove vai in vacanza?” per la regia di Alberto Sordi.
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” Il delitto Matteotti “: tutti i retroscena nel libro di Mauro Canali

Giacomo MatteottiAd ottantaquattro anni dalla sua scomparsa, oggi Giacomo Matteotti è il nome di una strada o di una piazza, un busto di marmo o un manifesto sbiadito. Un simbolo di moralità talmente fisso da diventare quasi innocuo a causa della viscosa devozione che, nel celebrarla, ha finito per sminuire la portata storica della sua figura. Figura di martire data per scontata, ricettacolo di valori positivi ma svuotata dei suoi reali contenuti politici.

Così per decenni i libri di storia si sono accontentati di imputarne l’omicidio alla ritorsione fascista attuata a seguito del famoso discorso pronunciato alla Camera il 30 maggio 1924, in cui il deputato socialista contestava il risultato elettorale del precedente 6 aprile denunciando i brogli ed il clima di terrore generato dalle violenze degli squadristi. Eppure, stando alle documentazioni portate alla luce da molta storiografia di ieri e di oggi, il delitto Matteotti risulta essere ancora un mistero non risolto, un viluppo di intrighi che potrebbe riscrivere una lunga pagina della nostra storia.

All’inizio degli anni Venti la quota più grossa della distribuzione petrolifera in Italia andava alla società americana Standard Oil of New Jersey, che tramite la filiale Siap ne controllava l’80% del mercato. Operando in un regime di monopolio, la compagnia riusciva a mantenere un livello di prezzo fra i più alti dei paesi importatori, in un periodo in cui nel Paese la richiesta di benzina e derivati del petrolio si faceva sempre più pressante. Nel 1923 però l’Italia divenne terreno di scontro fra la Standard Oil e la Anglo Persian Oil Co., azienda del governo inglese che tramite un accordo con il Ministero delle Finanze, riuscì a scalzare in maniera significativa la concorrente. L’accordo, oltre alla possibilità di esplorazione del suolo nazionale e ad un eventuale sfruttamento dei giacimenti che venissero scoperti, prevedeva forniture di greggio per lo Stato italiano al più basso prezzo possibile. Trattandosi di una situazione molto vantaggiosa per l’Italia, si alzò un polverone quando l’ambasciatore italiano a Washinghton Gelasio Caetani si fece portavoce di un’altra azienda americana, la Sinclair Oil, che il 29 aprile 1924 stipulò inaspettatamente con il Governo di Mussolini una convenzione a costi piu’ alti dell’azienda inglese. Continue reading ‘” Il delitto Matteotti “: tutti i retroscena nel libro di Mauro Canali’