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Manifestazione del 25 ottobre a Roma, De Pierro esprime la sua soddisfazione

Il presidente, dell’ Italia dei Diritti: “La politica istituzionale faccia tesoro di questa reazione popolare”

Walter Veltroni

Walter Veltroni

Roma – “Esprimo una grande soddisfazione dopo il successo ottenuto dalla manifestazione del 25 ottobre.

Esso non va inteso come quello di un partito politico o di uno schieramento, ma ha un valore che va oltre le apparenze ed una disamina superficiale. Al di là delle cifre che di fronte al colpo d’occhio offerto dalla massa umana contano veramente poco, il vero significato è la risposta data dagli italiani ai provvedimenti assurdi varati da questo governo”. Questa la dichiarazione rilasciata da Antonello De Pierro, presidente del movimento Italia dei Diritti, a commento del grande evento che nel pomeriggio di sabato ha visto riversarsi sull’ampio prato del Circo massimo un numero impressionante di manifestanti. “Era ora di cominciare a vedere un’opposizione ma purtroppo questa non è stata politica ma popolare- ha continuato De Pierro – ed è stato davvero incredibile aver dovuto assistere per mesi a debolissime reazioni istituzionali di fronte a iniziative legislative inique e impopolari e aver trovato invece una risposta efficace e decisa nella piazza. È questo il modo di fare opposizione, questa è la richiesta popolare, però bisogna che tutto ciò venga trasportato tra gli scranni del parlamento. Mi auguro che Veltroni e compagni ritrovino questo spirito con forza e decisione e dimostrino di aver appreso pienamente la lezione impartita loro dal Circo massimo”.

” Il delitto Matteotti “: tutti i retroscena nel libro di Mauro Canali

Giacomo MatteottiAd ottantaquattro anni dalla sua scomparsa, oggi Giacomo Matteotti è il nome di una strada o di una piazza, un busto di marmo o un manifesto sbiadito. Un simbolo di moralità talmente fisso da diventare quasi innocuo a causa della viscosa devozione che, nel celebrarla, ha finito per sminuire la portata storica della sua figura. Figura di martire data per scontata, ricettacolo di valori positivi ma svuotata dei suoi reali contenuti politici.

Così per decenni i libri di storia si sono accontentati di imputarne l’omicidio alla ritorsione fascista attuata a seguito del famoso discorso pronunciato alla Camera il 30 maggio 1924, in cui il deputato socialista contestava il risultato elettorale del precedente 6 aprile denunciando i brogli ed il clima di terrore generato dalle violenze degli squadristi. Eppure, stando alle documentazioni portate alla luce da molta storiografia di ieri e di oggi, il delitto Matteotti risulta essere ancora un mistero non risolto, un viluppo di intrighi che potrebbe riscrivere una lunga pagina della nostra storia.

All’inizio degli anni Venti la quota più grossa della distribuzione petrolifera in Italia andava alla società americana Standard Oil of New Jersey, che tramite la filiale Siap ne controllava l’80% del mercato. Operando in un regime di monopolio, la compagnia riusciva a mantenere un livello di prezzo fra i più alti dei paesi importatori, in un periodo in cui nel Paese la richiesta di benzina e derivati del petrolio si faceva sempre più pressante. Nel 1923 però l’Italia divenne terreno di scontro fra la Standard Oil e la Anglo Persian Oil Co., azienda del governo inglese che tramite un accordo con il Ministero delle Finanze, riuscì a scalzare in maniera significativa la concorrente. L’accordo, oltre alla possibilità di esplorazione del suolo nazionale e ad un eventuale sfruttamento dei giacimenti che venissero scoperti, prevedeva forniture di greggio per lo Stato italiano al più basso prezzo possibile. Trattandosi di una situazione molto vantaggiosa per l’Italia, si alzò un polverone quando l’ambasciatore italiano a Washinghton Gelasio Caetani si fece portavoce di un’altra azienda americana, la Sinclair Oil, che il 29 aprile 1924 stipulò inaspettatamente con il Governo di Mussolini una convenzione a costi piu’ alti dell’azienda inglese. Continue reading ‘” Il delitto Matteotti “: tutti i retroscena nel libro di Mauro Canali’