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Palazzo Decumani diviene raffinata maison d’art

Una metropoli vista dall’alto, in una sorta di volo chagalliano. Un viaggio nei meandri di una città complessa, ascoltandone le voci, inseguendone le atmosfere, i colori e le sensazioni. Un racconto che si fa arte nelle opere di Stefania Sabatino, in mostra a Palazzo Decumani fino al 30 gennaio 2010. Il raffinato boutique hotel incastonato nel centro storico tra i più noti al mondo, apre le porte all’arte il prossimo 28 Novembre, con l’auvertoure della mostra personale della giovane artista campana.

Palazzo Decumani, rientra nel progetto intitolato Stanze d’Artista, accoglie un ciclo di opere site specific, intitolato “ Travelling (decUMANI in movimento) ”
La mostra sarà inaugurata sabato, 28 novembre, alle ore 18.30 con una performance dell’ Artista che vedrà la partecipazione di Franco Ruggiero ( voce narrante ) e di Pasquale Barbato ( danza ) e con la presentazione di Ciro Cacciola.
Le opere create appositamente per l’ evento di Napoli, saranno visibili fino al 30 gennaio 2010.

Travelling (decUMANI in movimento)
28 novembre 2009 – 30 gennaio 2010
Dal lunedì alla domenica ore 10.00 – 12.30 / 16.00 – 20.30

Palazzo Decumani
Piazza Giustino Fortunato, 8
80100 – Napoli
Tel. 081 4201379
www.palazzodecumani.com

Ufficio stampa
dipunto studio > Tel: 081 681505 – 081 0605636

SENSI DOMESTICI

Dodici scatti d’autore, dodici segmenti che Roberto Pierucci ha enucleato dal privato quotidiano d’altrettante case d’Europa. Il percorso proposto, ideato ed allestito nella raffinata Art Gallery dell’Ottica Bisogno, a Roccapiemonte, in provincia di Salerno, pur nella accentuata, a tratti violenta, esasperazione cromatica, esalta e cerca di sovvertire i sensi, le loro primarie peculiarità, l’istintività primordiale.

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Il Foro Stenopeico: scatola magica, pura essenza di luce

Il Centro Culturale ArtCamera presenta la mostra fotografica “Il Foto stenopeico: scatola magica, pura essenza di luce”. La mostra a cura di Rita Carioti è esposta presso il Cofee O’Clock, Corso Italia, 184 ad Arezzo, tutti i giorni dal 14 Novembre 2009 al 24 Gennaio 210.

Le opere fotografiche di Barbara Bigozzi, Eleonora Ciampelli e Maria Vitoria Paci, sono state realizzate durante il corso di fotografia “Dall’Analogico, con camera oscura, al Digitale” organizzato dal Centro Culturale ArtCamera nel corrente anno 2009. Le allieve protagoniste della mostra, tra gli altri componenti del corso, avendo dimostrato particolare interesse ed impegno, specie per la parte riguardante lo studio applicato del Foro Stenopeico, meritano che il lodevole risultato da esse ottenuto, venga condiviso con quanti, di tale ed inconsueto e suggestivo modo di “scrivere con la luce”non sono a conoscenza, e in tal modo, curiosamente possano prenderne visione e constatare l’efficacia e e la magica dimensione che restituisce la “pura essenza della luce” inglobata in una semplice scatola nera o “camera obscura”. Ma ciò che emerge è soprattutto una specifica impronta tutta personalizzata che ogni singola artista ha intriso in ognuna delle foto realizzate, non solo nella tecnica costruttiva del Foro, ma anche nella scelta dei soggetti immortalati, dai quali traspare talvolta uno stile romantico, minimalista o ricercato, specchio delle proprie specifiche e distinte personalità.

Rita Carioti

IL FORO STENOPEICO

Il principio di formazione di una immagine proiettata su di uno schermo attraverso un piccolo foro è noto da millenni. Ne fa cenno già Aristotele ( 384-332 a.C.) nei suoi scritti. I sapienti Arabi praticavano in apertura nelle pareti di una stanza buia per compiere accurate osservazioni delle eclissi che proiettavano sulla parete opposta al foro la loro immagine. Questa forma di osservazione indiretta del fenomeno evitava loro l’abbagliamento che li avrebbe accecati se avrebbero rivolto lo sguardo verso il sole.
Riferimenti al principio di funzionamento della “camera obscura” (come veniva chiamata nel Medioevo) sono contenuti anche nelle opere di Bacone (1214-1294), di Levi ben Gerson (o Leon de Bagnois), di Dom Papnunzio, il monaco benedettino di cui sono riferiti gli esperimenti a Vitruvio pubblicati nel 1521 da Cesare Cesariano.
Ma la più chiara e dettagliata descrizione della camera oscura, contenuta nel Codice Atlantico, è stata redatta da Leonardo Da Vinci ( 1452-1519) che fornì una esatta descrizione di come debba essere praticato il foro nella parete per ottenere soddisfacenti risultati e raccomandòl’uso di carta molto sottile quale schermo in modo, collocata non troppo lontana dal foro stesso, consentisse di vedere chiaramente, da dietro, l’immagine rimpicciolita di ciò che si trovava all’esterno della stanza ed era illuminato dal sole. Spiegò anche come l’incrociarsi dei raggi nel foro determinasse la formazione di una immagine capovolta e diede la prima sorprendentemente precisa descrizione della perfetta analogia tra il principio di funzionamento della camera obscura e dell’occhio.
A partire del sedicesimo secolo, le indicazioni circa l’impiego ed il perfezionamento della camera oscura da parte degli studiosi si infittisce progressivamente. In particolare Gian Battista della Porta (1538-1615) che tra le altre cose suggerì di applicare davanti al foro, una lente concava- un obiettivo- che avrebbe permesso di ampliare le dimensioni del foro aumentando la luminosità. Questo divenne nel 1600 uno dei principali impieghi della camera oscura , le cui dimensioni furono progressivamente ridotte a quelle di una scatola di legno facile da trasportare ovunque. Nel diciassettesimo secolo si inserirono e si perfezionarono i sistemi della messa a fuoco e il sistema reflex (specchio interno posto a 45° ) che rifletteva l’immagine su un piano traslucido orizzontale. Il Veneziano Daniello Barbaro, tra le caratteristiche descritte nella sua opera “ La pratica della prospettiva”, approfondì anche il rapporto tra definizione dell’immagine e diaframmatura. La camera oscura, dunque dovette attendere l’Ottocento solo perché si mettesse a punto una certa carta sulla quale l’immagine potesse imprimersi senza l’intervento del disegnatore per poter essere promossa “macchina fotografica”; ma essa era già pronta ad assolvere tecnicamente al suo compito molto prima che ciò avvenisse.

Tratto da “Fotografia Didattica” – Ed. Ilford scuola

“BARBIE REVOLUTION”

“BARBIE REVOLUTION”

di

DANIELA PODUTI RIGANELLI
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Inaugurazione: giovedì 5 novembre 2009 ore 18.30

Durata: dal 5 novembre al 15 novembre2009

Presso: Galleria Vittoria – Via Margutta, 103

A cura di: tiziana todi – Testi laura ramoino -jeanne stavropoulou

Orari: lunedì – venerdì dalle 15.00 alle 19.00 – fuori orario su appuntamento

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Daniela Poduti Riganelli, rivolge la propria attenzione agli oggetti, ai miti, ai linguaggi della società dei consumi. Nelle sue opere, pur mantenendo l’anonimato, respinge l’espressione dell’interiorità e dell’istintività. Nel complesso mondo moderno che circonda il contemporaneo dominato dal consumismo, ci fa vivere il così detto “focolare urbano”.

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COLLETTIVA DEI FINALISTI DEL CONCORSO TROFEO G.B.MORONI 2009 – EMOZIONE

COMUNICATO STAMPA M.60
TROFEO G.B.MORONI 2009 – “EMOZIONE” I FINALISTI IN COLLETTIVA
CARUSO ANNA – BORRIELLO- BONI PAOLA – ANFUSO – AGNELLO DARIO – GAILLARD JEAN LOUIS – MONCADA – CUMINETTI ANNA ROSA – MAFFEIS ELIO – BOTTER – MONCADA – LOTITO LUIGI – LOTITO DONATO – TONELLO RENZO – RICCO – ROCCHI – PIOTR – - BARBARISI – LAINO MAURO – CAGNA – TUROLLI ALESSANDRA – SERINELLI NICOLA – LONGARETTI SEBASTIANO – ZOYA –ZANCHI GIAN PAOLO – INFANTE GIULIA – FORNARELLI C. – GALAVOTTI LUCA – BRESCIANINI FLORA – BIDINI MARIA – CASALI ANTONIO
NOZZA ROBERTA – CAVALLINI ANNA – GRADINARU CRISTINA
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Feltrosa 09 a Barcis PN

FELTROSA 2009 riunione dei feltrai italiani
Barcis (PN) 15 – 17 maggio 2009
Foresteria Comunale “San Giovanni”
www.leartitessili.it

Barcis diventa la capitale italiana del feltro
Arriveranno da tutta Italia, e non solo, i professionisti e i creativi del feltro che si raduneranno a Barcis (PN) dal 15 al 17 maggio 2009, nell’incontro più importante a livello nazionale di questa antichissima arte.
Feltrosa è l’incontro annuale promosso dal Coordinamento Italiano Tessitori in collaborazione con l’Associazione Le Arti Tessili

Questa di Barcis è la quarta edizione di Feltrosa che riunisce gli addetti ed appassionati all’arte del feltro che si ritrovano in questo appuntamento per scambiare esperienze, apprendere nuove tecniche e rinnovare l’ispirazione.
L’edizione in Valcellina era stata decisa da tempo: il Friuli non è un luogo qualunque, da vent’anni infatti vi opera l’associazione Le Arti Tessili, la quale, fra i molti meriti ha anche quello d’aver organizzato ancora dieci anni fa i primi corsi di feltro artigianale in Italia, invitando noti artisti ed insegnanti internazionali. Non poteva quindi mancare una Feltrosa in questa terra di pionieri.

Il tema portante dell’edizione 2009 è Il feltro incontra le arti tessili, tema che verrà affrontato nei seminari pratici come anche nei corsi pre-conferenza, che verranno organizzati nei giorni precedenti.
Il programma prevede seminari tenuti da insegnati di fama internazionale, esposizioni ed eventi aperti al pubblico.

Cos’è il feltro?
Il feltro è un tessuto realizzato con l’infeltrimento delle fibre animali. Il materiale utilizzato comunemente è la lana cardata.
Si tratta di una tecnica antichissima e del tutto naturale, le fibre vengono bagnate con acqua calda, intrise di sapone e manipolate (battute, sfregate, pressate) fino ad ottenerne, il cosiddetto infeltrimento. La legatura delle fibre è data dalla compenetrazione delle microscopiche squame corticali che rivestono la superficie dei peli, questa operazione è progressiva e irreversibile.

Il programma:
13 – 15 maggio
• corsi pre-conferenza
venerdì 15 maggio
• ore 14-16,30 arrivo, allestimento mostra dei partecipanti sistemazione in foresteria
• ore 17 inaugurazione delle mostre e premiazione vincitore del concorso “Il Badge per Feltrosa”
• ore 21 Il premio Valcellina – Feltro in Slovenia
sabato 16 maggio
• ore 9-17 laboratori, con pausa pranzo
• ore 18 presentazione lavori e commento dei laboratori
• ore 21,30 riunione dei feltrai: le principali organizzazioni europee raccontate dai loro aderenti: Sigrid Bannier, Eva Basile, Cristiana Di Nardo
domenica 17 maggio
• comunicazione: la lana dell’Alpago..
• creiamo lo striscione per Barcis: opera collettiva teatrino delle marionette in feltro di Barbara Viel

Corsi pre-conferenza
Esperimenti di tintura shibori su feltro 13-15 maggio
corso di tre giorni (16 ore), condotto da Inge Bauer (tedesco, inglese, con traduzione italiana)
Bambole e piccoli oggetti in feltro 13-14 maggio
corso di due giorni (12 ore), condotto da Sara Lechner (inglese, tedesco, spagnolo, francese, italiano)
Feltrografia 13-15 maggio
corso di tre giorni (16 ore), condotto da Agostina Zwilling (italiano, francese, inglese)

I laboratori 16 maggio (6 ore):
Feltro e seta: un nuovo approccio di Sigrid Bannier (italiano, tedesco, inglese)
Borse in feltro e pelle di Inge Bauer (inglese, francese con traduzione italiana)
Feltro e tessuto: un incontro avvincente di Marina Costantino (italiano, francese)
Ricamare e decorare il feltro di Sara Lechner (inglese, tedesco, spegnolo, francese e italiano) ‘Feltrigami’ di Agostina Zwilling (italiano, francese, inglese)

Le Mostre
Crowning Glory, mostra di copricapi in feltro a cura de IFA (International Feltmaker Association)
Le lane della Filatura di Chantemerle a cura di A.T.E.L.I.E.R.,
Il mio feltro a cura dei partecipanti a Feltrosa, presso foresteria “San Giovanni” Comune di Barcis

Le insegnanti per Feltrosa
Sigrid Bannier,
creativa sin dall’infanzia, non solo con le mani ma anche con le parole (è interprete) lavora il feltro e la lana da 9 anni. Il suo interesse principale è il ‘cross-over’ con materiali non comuni e per usi insoliti.
Inge Bauer,
si dedica alle tecniche tessili fin dal 1978, dedicandosi alla didattica e alla divulgazione delle tecniche del feltro. Parallelamente prende parte ad esposizioni nel suo paese ed all’estero, ed interviene in incontri e convegni sul feltro in ogni parte del mondo.
Marina Costantino,
tesse da oltre venticinque anni, grazie al feltro ha potuto sperimentare nuove forme ed usi dei suoi tessuti e dei ritagli di stoffa. Oltre alla tessitura ed al feltro si occupa di tintura naturale, integrando le diverse tecniche in raffinati capi d’abbigliamento.
Sara Lechner,
argentina di nascita, austriaca d’adozione e cosmopolita nell’animo, definisce se stessa investigatrice tessile, detective e scopritrice. Anima un buon numero di blog sul feltro ed il riuso nel tessile in cui mostra i suoi lavori, sempre molto creativi e personali.
Agostina Zwilling,
nata a Venezia lavora da tempo nel campo artistico con una specializzazione nelle arti tessili, nella moda e nelle artextures. Espone in Italia ed in Francia.

Le precedenti edizioni di Feltrosa:
2008 Licciana Nardi (MS) presso Castello di Terrarossa
2007 San Marcello Pistoiese, presso l’Ecomuseo della Montagna Pistoiese,
2006 ecomusei del Villaggio Leumann di Collegno e Feltrificio Crumiere di Villar Pollice TO

Alloggio, sede incontri e laboratori
foresteria “San Giovanni” Comune di Barcis (PN)

Per iscrizioni e informazioni
Associazione Le Arti Tessili
Barbara Girardi tel. tel: 333 3831884 e.mail: info@leartitessili.it
Ufficio stampa Antonella Torriglia press@leartitessili.it

STUDIO VISIT e Marino Sponza alla Galleria di Monfalcone

venerdì 22 maggio 2009, ore 18.30
Inaugurazione delle mostre

STUDIO VISIT
Artisti in mostra: Milijana Babić, Marco Belfiore, Riccardo Beretta, Francesco Bertelé, Tomaso De Luca, Andrea De Stefani, Cleo Fariselli, Igor Grubić, Alessandra Mancini, Diego Marcon, Dario Pecoraro, Nada Prlja, Davide Savorani, SKART, Giulio Squillacciotti, Alice Tomaselli
a cura di Andrea Bruciati, Stefano Coletto, Nemanja Cvijanovic´, Marco Tagliafierro
22.5 > 21.6.2009

Marino Sponza Alisei e ritagli di luce
a cura di Eva Comuzzi
22.5 > 21.6.2009

Durante l’inaugurazione
Ghenadje Rotari, musicista 17nne moldavo
presenterà un programma musicale di Tangos di Astor Piazzolla

STUDIO VISIT presenta le opere di secici giovani artisti selezionati da quattro curatori, Andrea Bruciati, Stefano Coletto, Nemanja Cvijanovic´, Marco Tagliaferro. Milijana Babić, Marco Belfiore, Riccardo Beretta, Francesco Bertelé, Tomaso De Luca, Andrea De Stefani, Cleo Fariselli, Igor Grubić, Alessandra Mancini, Diego Marcon, Dario Pecoraro, Nada Prlja, Davide Savorani, SKART, Giulio Squillacciotti, Alice Tomaselli.

Attraverso l’indagine delle modalità processuali che contribuiscono alla costituzione dell’opera, la rassegna STUDIO VISIT permette al visitatore di introdursi nell’universo emotivo degli autori: addentrarsi nello studio dei giovani artisti, interrogare i procedimenti artistici e cercare di carpirne i segreti. Invece di prendere la scorciatoia osservando direttamente l’opera, lo spettatore è invitato a percorrere la strada più lunga, che coincide con il percorso progettuale dell’artista. In questo modo si crea una particolare sinergia tra il visitatore e l’artista stesso, il quale apre le porte della propria intimità permettendoci di esplorare ciò che di solito rimane celato. Proprio per la rivalutazione di tutte le tappe della creazione e per farle conoscere al pubblico di neofiti, la GC. AC di Monfalcone espone i processi creativi, le idee e i lavori dei giovani che si affacciano al mondo dell’arte contemporanea.

Nella mostra STUDIO VISIT si evidenzia pertanto il work in progress dell’artista – performance, installazione, quadro, scultura che sia – partendo dalla costruzione dell’idea per finire al suo inserimento in un contesto spaziale. Grazie ad una lettura trasversale diviene possibile per il visitatore ampliare il proprio raggio di percezione dell’opera, coglierne le diverse sfaccettature e i lati altrimenti in ombra. Opere degli artisti ma, soprattutto, materiale documentativo, foto, testi, incontri con i protagonisti metteranno a confronto il ruolo dell’autore con quello dello spazio fisico di accoglienza e di deposito del museo. La GC. AC ancora una volta conferma l’impegno fin qui dimostrato nella ricerca tra i rivoli del contemporaneo, senza dimenticare di gettare sguardi a ritroso, alla ricerca delle radici ultime della contemporaneità.

La personale di Marino Sponza, Alisei e ritagli di luce, presenta l’ultimo decennio della produzione dell’artista.

Sponza inizia a sperimentare verso la fine degli anni Novanta un processo di astrazione, l’interesse verso questa personalissima tecnica inizia già in giovane età quando la sua pittura è ancora legata al figurativo ed in particolar modo all’Impressionismo ed al Postimpressionismo. Alla base di queste realizzazioni vi è il fascino e la curiosità che ha sempre suscitato nell’artista l’effetto provocato dalla caduta di una goccia di benzina all’interno di una pozzanghera d’acqua, il suo galleggiare in un continuo mutamento di forme e di colori cangianti, la sua sospensione e densità.

Per poter trasporre questo effetto in pittura Sponza utilizza delle lamine trasparenti di acrilico e polipropilene in modo tale da far scivolare velocemente il colore sul supporto.

Colore che viene steso, compresso, plasmato e rimodellato fino ad ottenere l’effetto desiderato, fino a creare dei paesaggi, dei microcosmi.

Paesaggi che sono reminiscenza di viaggi, ricordi della memoria, mai trasposizioni del vero. Sono i luoghi che Marino Sponza ha visitato nelle sue lunghe traversate, i paesaggi trasformati dagli agenti atmosferici, con similitudini riscontrabili nelle erosioni tipiche della Turchia ed in particolar modo della Cappadoccia, che assumono con il tempo e a seconda di chi le osserva delle forme sempre diverse.

Lo stesso accade nei suoi dipinti il cui aspetto non è mai lo stesso, ma muta a seconda della luce, della collocazione, del colore e degli elementi che compaiono sullo sfondo.

Marino Sponza nasce a Rovigno d’Istria nel 1944, ma si trasferisce ben presto con la famiglia a Monfalcone, dove ancora oggi vive e lavora.

STUDIO VISIT / Marino Sponza “Alisei e ritagli di luce”
Apertura 22 maggio > 21 giugno 2009
Orario dal mercoledì alla domenica, 16.00 > 19.00, festivi e prefestivi 10 > 13 / 16 > 19
Info tel. 0481 494 360 / galleria@comune.monfalcone.go.it
Ingresso libero
Ufficio stampa Antonella Torriglia – antonella.torriglia@gmail.com

“Colore in libertà” – Mostra Personale Micaela Giuseppone – Galleria Vittoria – 28 Maggio 2009 ore 18.30

COMUNICATO STAMPA

Mostra Personale Micaela Giuseppone

“Colore in libertà”

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Inaugurazione: giovedì 28 maggio 2009 – ore 18.30

Durata: dal 28 maggio al 10 giugno 2009

Presso: Galleria Vittoria – Via Margutta, 103 – 00187 Roma

A cura di: Tiziana Todi

Orario galleria: 15,00/19,00 da lunedì al venerdì. Sabato, domenica e fuori orario su appuntamento.

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Scrive di lei Sergio Pucciarelli …Avete mai provato la sensazione di vivere una vita non vostra e sentire esplodere improvvisamente fra le mani un desiderio nuovo, una vena aurifera appena scoperta, un’energia che ti passa attraverso e ti sconquassa fino al punto di essere costretti a farla defluire, lanciarla al galoppo verso una meta ambita, farla scorrere come un torrente in piena?……

…….La personalita’ della pittrice si scorge ovunque nelle sue opere: il mare, tema dominante, e’ molto spesso tempestoso, ma fatto di quella tempesta che stimola il cuore e il tatto, capace di portarti lontano col pensiero……

….E cosa dire di quell’esplosione di colori che sgorgano da una tavolozza in una danza armonica e concentrica? Sembra di vivere il momento esatto in cui la cosa le e’ scoppiata nella mente e nel cuore, facendo saltare il tappo troppo compresso della sua spiritualita’ per instradare il tutto in un canale nuovo, diverso, piu’ elevato. In tutti i quadri e’ quasi divertente scorgere furtiva una figura astrale che osserva, si muove, cavalca un’onda, balla con gioia, si muove sinuosa e affascinante… E’presente, e’ viva, ma non c’e', non vuole esserci: forse e’ il modo di intendere la vita dell’artista stessa, il desiderio di essere invisibile mentre guarda que paesaggi e contemporaneamente la voglia di far notare la sua presenza… Perche’ quelle figure eteree non partecipano passivamente, non passano per caso: ci sono, denotano movimento, hanno grazia, eseguono una danza cosmica e come tutti i corpi astrali hanno la capacita’ di arrivare in qualsiasi posto vogliano……….

UFFICIO STAMPA: Tiziana Todi, cell. 3404182078 tizianatodi@libero.it

Per informazioni: tel.0636001878 – fax 063242599 – www.galleriavittoria.com – press@galleriavittoria.com

IL CORPO E LA PAROLA : “ESPERIENZE ARTISTICHE COME COLLEGAMENTO TRA IL BIOLOGICO E LA DIMENSIONE DEL LINGUAGGIO”.

COMUNICATO STAMPA

IL CORPO E LA PAROLA : “ESPERIENZE ARTISTICHE COME COLLEGAMENTO TRA IL BIOLOGICO E LA DIMENSIONE DEL LINGUAGGIO”.

(PIERO PUGLIESI – TOMMASO DIDIMO – LUIGI GRECO )

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Inaugurazione: lunedì 25 maggio 2009 ore 12.30

Durata: dal 25 maggio al 6 giugno 2009

Presso: Rettorato di Roma – Città Universitaria La Sapienza

Proggetto: Giuseppe e Marco Sabatino

A cura di: Tiziana Todi – Giulia Tanferna

Orari: lunedì – venerdì dalle 10.00 alle 17.00

Taglierà il nastro inaugurale il Magnifico Rettore LUIGI FRATI

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Il linguaggio attraverso il corpo e viceversa, sono il riferimento e il punto di partenza per molte forme d’arte.

Attraverso l’espressione, il movimento e la rappresentazione immaginaria si riscopre la corporeità, rendendo possibile la conoscenza e la padronanza del proprio corpo; in questo modo il linguaggio del corpo diviene creativo per eccellenza.

Scriveva Umberto Gamliberti (“la Repubblica” 5/3/05)

[…] il corpo è sempre stato una superficie di scrittura, dove le varie epoche e i vari saperi hanno impresso il loro sigillo anche attraverso l’arte. Luogo e non luogo del discorso, il corpo opera un taglio geologico della storia che ne rivela tutte le stratificazioni[…]. Se il corpo non è prima di tutto un campo di forze biologiche, ma un’originaria apertura al mondo, il mondo con cui l’esistenza vive il proprio corpo, rivela il modo con cui vive il mondo.

È chiaro che con il progredire della cultura e del processo tecnologico, delle civiltà umane, la visione “arte e mente” diviene più evidente ed è palesemente tangibile. Molti artisti, del passato ma anche contemporanei, fanno della mente il loro centro gravitazionale dell’arte, in questo continuo rincorrersi tra mente, corpo e scienza proseguono l’analisi profonda del pensiero.

Con la massificazione dell’informatica, nasce una nuova filosofia e quindi nuove tendenze artistiche, ma la domanda è: “quale disciplina muove l’altra? Arte, scienza o informatica? “

Tutto questo ci ricongiunge alla più genuina creatività, con il proprio sè profondo, con un corpo docile alla comunicazione che percepisce il senso delle cose dalla spiritualità sprigionata dal movimento.

Lo sforzo della Galleria Vittoria è quello di portare l’arte in ambienti totalmente diversi da quelli canonici, per poter trasmettere, con un “linguaggio visivo”, l’emozione che scaturisce davanti ad un’opera che tratti del mondo problematico del corpo.

Tiziana Todi

info: Giuseppe Sabatino – giuseppe.sabatino@uniroma1.it – Responsabile del procedimento, Consigliere di facoltà Med. e Chir. 1

Galleria Vittoria -press@galleiria.com

Beyond the Beyond a Roma – Mostra fotografica con Basilé, Squp, Andersen, Huber

BEYOND THE BEYOND
al di là del possibile
Mostra fotografica
Opere di Karin Andersen, Matteo Basilé, Dieter Huber, Squp
A cura di Alice Rubbini
Inaugurazione giovedì 21 maggio 2009 ore 18.30
Shenker Culture Club, Piazza di Spagna 66, Roma

Shenker Culture Club, in collaborazione con le gallerie Guidi e Schoen di Genova, 1000 Eventi di Milano, Strychnin Gallery, Berlin-London-New York, presenta le opere di Karin Andersen, Matteo Basilé, Dieter Huber, Squp.

La mostra Beyond the Beyond, verrà inaugurata giovedì 21 maggio allo Shenker Culture Club di Roma.
L’evento espositivo, patrocinato dal Comune di Roma, vuole rappresentare un’indagine sull’universo della fotografia digitale attraverso il lavoro di quattro importanti e significativi autori della contemporaneità artistica internazionale, creatori di un’originale verità soggettiva che si è fatta strada nel tempo, attraverso la ricerca e la sperimentazione tecnologica.
Le loro opere sono il gesto evidente e sintomatico di quanto l’immagine fotografica possa assolutamente essere anche profondamente e artificialmente pittorica, espressione nitida e razionale delle qualità culturali, dei nuovi orizzonti mediatici e del desiderio umano di dare voce ad un’intima figurazione, ad un sogno inafferrabile, ad una fantasia impossibile.
La verità che ognuno di noi vede è così simile e così diversamente personale, lo sguardo privato si apre ad un’altra privata attenzione; le illusioni hanno il sopravvento sulle percezioni, talvolta accese da un evento palese, talvolta tracciate da un segno impercettibile, dove l’apparenza si tuffa nell’evidenza, candidamente contraffatta dall’abilità strumentale.
Queste fotografie rincorrono la necessità di un piacere estetico e si abbandonano alla volontà di un riflesso seduttivo innato ed istintivo.
Il linguaggio è narrativo, ironico, surreale, ideale, inquietante ed insieme affascinante, la realtà e l’immaginazione si supportano vicendevolmente e la poesia delle cose del quotidiano s’insinua sottilmente in un mondo parallelo che trasforma ogni cosa in suggestione, in un invito a guardare oltre, al di là del
possibile.

Gli artisti

Karin Andresen – 1966, Burghausen, Germania. Vive e lavora a Bologna.
L’attenzione di Karin Andersen per la fusione uomo-animale si colloca oltre l’orizzonte in cui siamo tentati di situarlo ad un primo sguardo. I suoi soggetti sono la figurazione di un qualcosa che è sempre stato in noi, che cammina parallelamente al nostro percorso quotidiano. Le mutazioni fisiche dei protagonisti delle sue fotografie non sono deformazioni genetiche, figlie di un fenomeno tecnologico, bensì il ritorno in superficie di una fisicità mentale insita alla nostra privata umanità. Karin Andersen, sceglie se stessa o gli amici più cari come attori delle sue opere, rivelandone alcune tacite prospettive della loro personalità che con saggia ironia. Il suo lungo curriculum vede l’attiva presenza sulla scena contemporanea internazionale dall’inizio degli anni ’90, con importanti mostre personali, partecipazioni collettive, premi e riconoscimenti.

Matteo Basilé – 1974, vive e lavora a Roma.
E’ considerato un importante protagonista della giovane scena artistica italiana. Usa la tecnologia in modo scenografico, sviluppando negli ultimi anni una particolare indagine sull’uomo contemporaneo. Il soggetto principale delle sue opere si sviluppa attorno a figure a lui significative, rendendole icone, sottolineandole, esaltandole, estetizzandole ancor più con la digitalizzazione.
Tra le principali mostre personali ricordiamo Apparitions, MART di Rovereto, Matteo Basilé-Utopia, 2006; No Man’s Land, Guidi & Schoen, Genova, 2006; Primordialità Alchemica, Galleria Pack, Milano, 2005; Lord of the Flies, Galerie Beukers, Rotterdam, 2004. Ha inoltre partecipato a numerose esposizioni collettive tra quali On the edge of vision – New idioms in Indian & Italian Contemporary Art, Victoria Memorial Hall, Calcutta- National Gallery of Modern Art, New Delhi – National Gallery of Modern Art, Mumbai, 2006; Natura e Metamorfosi, Urban Planning Exhibition Center, Shanghai – Creative Art Center, Beijing, 2006; Il Male. Esercizi di pittura crudele, Palazzina di Caccia di Stupinigi, Torino, 2005; Italian Six, Barbara Davis Gallery, Houston, 2003. Basilé è stato vincitore del New York Price, Columbia-University, 2002/2003.
Sarà quest’anno ospite della Biennale di Venezia.

Dieter Huber – 1962, Schladming, Austria. Vive e lavora tra Salisburgo e Vienna.
È uno tra i primi artisti europei che hanno sviluppato la propria ricerca stilistica attraverso l’elaborazione fotografica e la fotografia digitale; è inoltre un particolare pittore che trae dall’immagine fotografica l’ispirazione ai suoi soggetti, da lui stesso definiti Computer Aided Paintings. Con le sue opere Dieter Huber focalizza nello “sguardo oltre” la rappresentazione estetica dell’immagine, cercando le condizioni e correlazioni necessarie che avvengono dietro la facciata e che ne rendono possibile il divenire, come documentato già nella sua serie KLONES degli anni ‘90.
Tra le principali collezioni in cui sono presenti le sue opere la Saatchi Collection di Londra, ed il Rupertinum Museum di Salisburgo; tra i principali musei in cui ha esposto ricordiamo Wintertur (2007), Braga (2007), Salamanca (2005), Pasadena (2002), Baltimora (2002), Minneapolis (2002), Sydney (2000), Colonia (1999), Bonn (1998), Dusseldorf (1996), Bologna (2002), Vienna (1997).

Squp – 1967, Castelfranco Veneto. Vive e lavora a Bologna.
Il tema costante della sua indagine visiva è il corpo umano come superficie sensibile che muta, si trasforma, invecchia e mantiene la memoria di tale cambiamento. Il corpo viene indagato come “luogo” in cui si realizza il rapporto tra natura e tecnologia attraverso l’utilizzo di media differenti quali la fotografia, il video e la performance. I soggetti ricorrenti delle sue opere sono esoscheletri: gusci, involucri, esseri a metà tra il mondo umano e mondo marino, senza un’identità definita se non quella di essere corpi in evoluzione, sospesi in un spazio indefinito, capaci di adattarsi anche ad un possibile ed ideale ambiente liquido. Da qui la necessità di creare lei stessa una serie di accessori estetici che possano essere indossati da queste creature marine: scarpe e armature interamente rivestite di conchiglie, abiti mimetici che simulano gli aculei dei pesci palla e costumi fluorescenti. I suoi esordi agli inizi degli anni ’90; la sua carriera la vede oggi rappresentata negli Stati Uniti, Germania, Francia, Spagna, Olanda, Inghilterra, dalla Strychnin Gallery (Berlin, London New York).


BEYOND THE BEYOND
Al di là del possibile

Shenker Culture Club, Piazza di Spagna 66, Roma
Inaugurazione giovedì 21 maggio 2009 ore 18.30
Esposizione: dal 22 maggio al 30 giugno 2009
Orario: dal lunedì al venerdì 10.00-19.00, sabato 10.00-12.00
Ingresso libero

Organizzazione: Ombretta Orlandini
ombretta.orlandini@shenker.com – Tel. 06 45 42 18 51

Ufficio Stampa: Imma Puzio
ufficiostampa@immapuzio.it – Tel. +39 348 8572387


Shenker Culture Club
E’ la divisione di Shenker creata nel 2003 per iniziativa del suo Presidente, Barbara Santoro, come strumento concreto di diffusione di cultura, parte di un percorso di responsabilità sociale d’impresa.
Un contenitore di idee ed eventi ricchi di contenuto, basati sull’emozione come codice di comunicazione e sulle relazioni come interazione efficace con il pubblico.
La conoscenza della lingua e della cultura inglese si alimenta con l’esperienza dell’incontro con le tante espressioni culturali: letteratura, arte, fotografia, musica, teatro, cinema e tematiche sociali.

www.shenker.com