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“2×20-dueopereperventiartisti”

Luogo: Galleria “Collezione Saman” – Via Giulia 194/A Roma
Inaugurazione: sabato 10 luglio alle ore 18,00
Durata: fino a domenica 18 luglio
Orari: lunedì-giovedì: 17.00-20.00
venerdì-domenica: 10.00-13.00 17.00-20.00

Selezione di due opere significative realizzate da venti artisti.

Quaranta elaborazioni diverse nei contenuti e nelle tecniche usate, ma unite dal fatto di essere presenti simultaneamente in uno spazio che prescinde dai limiti fisici e commerciali di “galleria”. Si tenta piuttosto di fare il punto della situazione del fermento artistico della capitale mostrando un ventaglio di proposte che ne rappresenti i più recenti sviluppi.

Lontani dalle altisonanti mostre dei grandi maestri e dai variopinti lustrini dei sontuosi vernissage, si cerca un’arte più sincera e vissuta, ma allo stesso tempo selezionata e di qualità. Una mostra che intende dare risalto ad artisti emergenti affiancandoli a maestri consolidati, ponendoli sullo stesso piano e favorendo tra i partecipanti uno scambio di idee e opinioni che inevitabilmente ne accrescerà positivamente l’esperienza.

Maria Laura Anetrini
Micaela Barbarossa
Barbara Berardicurti
Erica Brancasi
Patrizio de Magistris
Cecilia Di Rocco
Guglielmo Ferraiola
Angelica Lattaruli
Andrea Maiorana
Letizia Marconi
Kristina Milakovic
Walter Necci
Mariza Pereira Pauluk
Ilaria Pergolesi
Roberta Recanatesi
Marco Recchia
Gualtiero Redivo
Lorenzo Salvatori
Sergio Sbardellati
Gianluca Sità

IL CUBO DELL’APOCALISSE di ANDìGELO CRUCIANI

FAMIGLIA MARGINI e AMNESTY INTERNATIONAL

presentano

APOKALYPSE AL CUBO

“IL CUBO DELL’APOCALISSE” di Angelo Cruciani

FINISSAGE E RESTART DELLA MOSTRA APOKALYPSE
con la PRESENTAZIONE del Primo Cubo d’Arte
a cura di Grace Zanotto

Giovedì 27 Maggio 2010 h 18.00/ 23:00 – INGRESSO LIBERO

FAMIGLIA MARGINI
Via Simone D’Orsenigo, 6 – Milano

CON IL PATROCINIO di AMNESTY INTERNATIONAL

Famiglia Margini proroga l’apertura della Mostra “Apokalypse”, personale dell’Artista Angelo Cruciani, fino al 20 Giugno 2010.
L’Esposizione sarà arricchita con Opere Inedite: questo progetto di ricerca del filone della Profetic Art ha prodotto il primo “Cubo d’Arte” che verrà presentato giovedì 27 maggio nella sede milanese di via Simone D’Orsenigo, 6.

Angelo Cruciani realizza un’opera sperimentale: per la prima volta lo spettatore è chiamato a vivere l’interno dell’opera d’arte per poter recuperare, in solitudine, estraniandosi dall’ambiente circostante, l’attenzione e la facoltà di giudizio. L’oberazione visiva, che ci vuole costringere a inseguire bisogni indotti come animali ciechi, ha portato la Società a un punto limite.
Oggi, il Cubo è la risposta!

Il visitatore è invitato a entrare nell’opera per sperimentare l’orrore a 360 gradi e magari sentire l’urgenza di una reazione propositiva.

Un Happening emozionante che coinvolgerà il visitatore. Si preannuncia un’avventura cruda, ma con un sorprendente risvolto positivo!

PRESENTE ALL’INTERNO DELLA MOSTRA IL VIDEO “APOKALYPSE IN BERLIN” REALIZZATO IN COLLABORAZIONE CON IL REGISTA CARLO FATIGONI ED I SANTIFOLLI PRESENTATO NEL 2009 IN OCCASIONE DELLA BERLINALE.

L’Esposizione è visibile sul Sito: www.apokalypse.co.uk

Angelo Cruciani con Grace Zanotto e l’Organico di Famiglia Margini, reduci dal Grande Successo della Mostra “Terzo Rinascimento” a palazzo Ducale di Urbino con oltre Trentamila presenze, si apprestano a realizzare un altro grande evento, la Mostra “Anni ‘00, il decennio irreale” dal 24 Giugno a Milano, che vedrà la partecipazione di Fabbrica Borroni.
Il percorso di Esposizioni Sociali che l’Associazione Culturale propone mira ad una rieducazione sensoriale dello spettatore, che attraverso l’arte si riappropria del rapporto emotivo con il Mondo.

“IL CUBO DELL’APOCALISSE” di Angelo Cruciani
Giovedì 27 Maggio 2010 h 18.00/ 23:00 – INGRESSO LIBERO

Cocktail offerto da ASTORIA
Performance sonora di Noisefuel

FAMIGLIA MARGINI
Ass. culturale e galleria d’arte contemporanea
Via Simone D’Orsenigo, 6 – Milano
lun-ven h. 11/14 – 16/20 sab-dom su appuntamento

Per ulteriori informazioni:

Flavia Lanza – Art Project Manager
Tel. 0255199449
Ph. 340 9245760

web: www.apokalypse.co.uk – www.famigliamargini.com
e-mail: famigliamargini@gmail.com

“Pensieri a colori” – Mostra Personale di Micaela Giuseppone – DOMIARTE Gallery – Inaugurazione lunedì 14 giugno 2010 ore 18.00

COMUNICATO STAMPA

DOMIARTE
presenta

Micaela Giuseppone
“Pensieri a Colori”

***********************************************************Inaugurazione: lunedì 14 giugno 2010 ore 18.00
Durata: dal 14 giugno al 16 luglio 2010
Presso: DOMIARTE Gallery – Studio DOMIMEDICA – Via Antonio Chinotto,1
Orari: dal lunedì al venerdì 10.00 – 20.00
Informazioni: www.micaelagiuseppone.net – www.domimedica.it
tel. 06.3233956 – 328.2637077
***********************************************************
L’energia ed il movimento sono il tratto distintivo dell’artista, che espone in Italia e all’Estero con mostre personali e collettive. Con le sue opere vuole esprimere il suo animo, affermando come si può rappresentare se stessi ricercando nel concetto dell’essere il sinonimo dello spirito, come se fossimo in un sogno.

“…Osservando le opere di Micaela Giuseppone ci si rende conto che la sua attività primaria è quella di “colorare la sua vita”, come ama dire. Nel rendere un’emozione “colorata”, atta a comunicare le esigenze, sensazioni, sentimenti, esprime il suo animo..
. …Ascoltando la propria guida interiore, un atto di profonda introspezione e di attenzione verso i bisogni di chi è dinanzi ad un’opera ludica, pescando nel proprio inconscio esperienze difficilmente catalogabili chiamati sogni, che non hanno una consistenza materiale ma utilizzano frammenti del nostro vissuto, tanto da essere sogni in presenza di ragione…”

Tiziana Todi

“…Avete mai provato la sensazione di vivere una vita non vostra e sentire esplodere improvvisamente fra le mani un desiderio nuovo, una vena aurifera appena scoperta, un’energia che ti passa attraverso e ti sconquassa fino al punto di essere costretti a farla defluire, lanciarla al galoppo verso una meta ambita, farla scorrere come un torrente in piena?…
…La personalita’ della pittrice si scorge ovunque nelle sue opere: il mare, tema dominante, e’ molto spesso tempestoso, ma fatto di quella tempesta che stimola il cuore e il tatto, capace di portarti lontano col pensiero…

Sergio Pucciarelli

“La giovane e promettente pittrice Micaela Giuseppone ci regala un mondo di fantasia ed ironia, nel quale torniamo un po’ fanciulli e voliamo nelle sue tele, insieme a quell’ omino astrale, sempre presente. Viaggiamo in coloratissime e fumettose città, ci imbattiamo in paesaggi marini e buffi personaggi, in suggestive atmosfere. Se anche percorriamo i luoghi notturni dell’esistenza, c’è sempre una luna a consolarci. Micaela trasmette nelle sue opere un messaggio di gioia e di speranza, nel modo originale ed un po’ scanzonato di chi ha una grande passione per la vita e non ama prendersi troppo sul serio. “
Caterina Zonno

ANNI ‘00 – IL DECENNIO IRREALE

ANNI ZERO

IL DECENNIO IRREALE

A cura di Fiordalice Sette, Angelo Cruciani & Grace Zanotto

Famiglia Margini Ass. Culturale Milano
Via Simone d’Orsenigo 6

25 Giugno//20 Luglio 2010
lun-ven h. 11/14 – 16/20 sab-dom su appuntamento
Vernissage 24 Giugno ore 18.30 – Ingresso libero

Artisti: Veronica Bellei, Ivan Olita, Max Papeschi, Francesco De Molfetta, Neda Kianmehr, Fratelli Scuotto, Matteo Basilè, Christian Zanotto, Paolo Cassarà, Fabio Weik, Emiliano Rubinacci, Andrea Martinucci, Luca Lillo, Fabrizio Bellomo, Davide Valenti, Sebastiano Zanetti, Giuseppe Mastromatteo, Maurizio Galimberti, Ilaria Ferretti, Ruggero Rosfer, Beijg Xu, Federica Gif, Eron, Moho, Eltjon Valle, Gabor Szoke, Exilentia Exiff, Emanuele Benedetti, Alessandro Nassiri, Giuseppe Veneziano, Laboratorio Saccardi.

Famiglia Margini, in collaborazione con Fabbrica Borroni, presenta una crew di artisti che raccontano il primo decennio del nuovo millennio.

Dalla caduta delle torri gemelle al primo presidente nero, da Berlusconi a Ratzinger, dal boom economico della Cina alla crisi internazionale, da Osama allo Tzunami, dalla precarietà del lavoro a quella dei rapporti, dal cellulare a facebook!

Figli di una tecnologia violenta, Matrix premoniva oniricamente la non vita attuale.
Catene fatte da fibre ottiche, sms come Rimbaud, lettere senza carta e immagini che si consumano su cartelli roteanti.

Sono il ragazzo degli anni zero, quelli dell’inizio di un qualcosa senza nome…

Nuovo millennio, nuovo secolo iniziato con un decennio che ha ripercorso stili e concetti di una vecchia Storia che deprediamo senz’analizzarla.
Sono il ragazzo del decennio irreale quello che non lascia tracce perché consuma e brucia inquinando anima e atmosfere.

Sono l’uomo che non cresce poiché l’illusione di poter parlare mi fa sentir libero dall’impegnarmi.

Ho troppi sessi senza più famiglia, sono l’occidente accidentato da assurde ambizioni inculcate da illusioni irraggiungibili.

Sono l’animale umano senza consapevolezza del senso esistenziale, ho fottuto ogni spontaneità per costruire una perfezione che non puzza più di sudore.

Sono reduce da anni di confusione, non so che cosa potrò costruire ora che tutto è stato distrutto; vendiamo politiche, persino Dio.

Artisti, siam tutti diventati “artisti”, le parole han perso valore inseguendo stili di comunicazione mercificata, figli di progetti macchinosi c’inoltriamo verso un grande cambiamento cercando di concretizzare quella presenza che mancava all’appello. E l’Arte? la fanno ancora gli Artisti?

Famiglia Margini è un’associazione culturale e galleria d’arte contemporanea.
Inaugurata in una Milano benedetta da copiosi fiocchi di neve il 26 gennaio 2006, Galleria Famiglia Margini propose come base concettuale di partenza i disegni del Nobel Dario Fo, il progetto di una città rivoluzionaria in senso umano.
Nella primavera del 2009 Famiglia Margini si trasferisce nella nuova sede di via Simone D’Orsenigo 6, Milano, ampio open space che offre maggior apertura ai progetti di un’arte dinamica ed impegnata nell’obiettivo di salvare l’umanità da se stessa. http://www.famigliamargini.com

Fabbrica Borroni è un ex edificio industriale punto di riferimento per il panorama artistico. Costruito attorno al 1890. Riaperta nel 2004 dopo il restauro. Oltre ad ospitare la collezione storica e di giovani artisti italiani, Fabbrica Borroni organizza periodicamente mostre, lavorando con il territorio ma rivolgendo sempre uno sguardo alle possibilità nazionali ed internazionali. http://www.fabbricaborroni.it

FAMIGLIA MARGINI
Ass. culturale e galleria d’arte contemporanea
Via Simone d’Orsenigo n°6
20135 Milano, Italia

web: www.famigliamargini.com
mail: famigliamargini@gmail.com
tel: 0255199449
ph: 3287141308

Per ulteriori informazioni:
Flavia Lanza – Art Project Manager
Tel 0255199449 Ph. 340 9245760
Mail: ufficiostampafamigliamargini@gmail.com

MAGMA. VALERIA CORVINO

Con il Patronato
REGIONE LOMBARDIA

Con il Patrocinio
REGIONE LAZIO
PROVINCIA DI MILANO
PROVINCIA DI ROMA
COMUNE DI MILANO
COMUNE DI ROMA

Mostra
MAGMA. VALERIA CORVINO

20 maggio – 13 giugno 2010
Milano, Palazzo della Permanente
via Turati, 34

24 giugno – 11 luglio 2010
Roma, Palazzo Ruspoli (Scuderie Ruspoli)
Via della Fontanella di Borghese, 56b

COMUNICATO STAMPA

Mercoledì 19 maggio 2010 presso il Museo della Permanente a Milano si inaugurerà la mostra Magma. Valeria Corvino. Proposta dall’Associazione Culturale Attitude in collaborazione con la Società per le Belle Arti ed Esposizione Permanente e con il sostegno della Regione Lombardia, la mostra è curata da Gioia Mori e si presenta come un’antologica a coronamento dei venticinque anni di lavoro di Valeria Corvino.

L’esposizione si articola in un percorso di circa quaranta dipinti a olio, un video appositamente realizzato, e alcune opere di grande dimensione elaborate con tecnica fotografica.
Valeria Corvino stupirà il visitatore con la propria cifra stilistica particolare, in cui colpisce la perizia esecutiva, la composizione frammentaria e l’attenzione al dettaglio, la ricchezza di riferimenti culturali e i corpi marmorei e statuari del suo ricco immaginario.
Le sue opere presentano composizioni equilibrate e armoniose – nate dal calcolo della sezione aurea poi stravolta e superata -, e una restituzione dei movimenti e delle materie ineguagliabili: epidermidi guardate con lente di ingrandimento, nervi, tendini, e vene palpitanti portati allo scoperto, ipertrofiche labbra bagnate, gessi di cui rende percepibile ogni singolo grano, gioielli di cui restituisce l’accurata lavorazione, tessuti drappeggiati di cui rende visibili i minimi mutamenti delle sfumature assunte da pieghe millimetriche. I colori dominanti sono il bianco, declinato in mille sfumature, e il rosso, che ricorda quello del magma trasformato in lava, del sangue liquefatto di san Gennaro, del corallo sgorgato dalla testa di Medusa.
Il titolo della mostra, Magma, nasce da una serie di opere degli ultimi due anni caratterizzate dal particolare colore del fondo, che ha l’andamento cangiante dell’elemento sotterraneo, filamenti minerali e rosse vene infuocate, sprazzi di luce dei vapori inafferrabili. La natura del magma rispecchia anche l’attitudine mentale di Corvino: «Sistema complesso, è una meraviglia della natura, esempio di completezza, perché la materia vive tutte le sue possibilità: il magma è liquido, gonfio d’acqua e rocce fuse, è gassoso, impregnato di vapori, è solido, pesante di cristalli in metamorfosi. E si muove lento e caldo nel profondo, in un ribollimento forse destinato a venire in superficie. Nel caso di Valeria Corvino, Magma è un’attitudine mentale, un processo di fermentazione e metamorfosi di quella materia vaporosa che è la suggestione, di quella materia liquida che è il ricordo. Tutto si solidifica nell’opera, roccia improvvisamente levigata, nata dal caos dell’ansia e della ricerca di perfezione» (Gioia Mori).
I frammenti statuari che si ritrovano sono una riflessione sulla condizione post-apocalittica dell’individuo, e attraverso questi reperti (un “cabinet” fatto con le opere di Michelangelo, Bernini, Canova e mille frammenti romani) Corvino ci restituisce una serie di esempi di perfezione destinati a sopravvivere custoditi nella memoria: le sue Dafne dalle mani di alloro, le Ebe dai sontuosi drappeggi, le matrone riemerse dalle ceneri vulcaniche, gli ignobili o colti imperatori romani, e Atena dal pallido sorriso sono chiamati a convegno in un contemporaneo senza identità.

Il percorso espositivo si chiude con una serie di lavori recenti, stampe ai sali d’argento di grandi dimensioni ritoccate a mano e montate su doppio plexiglas. Queste opere, che sembrano specchiarsi l’una con l’altra, rappresentano un’ulteriore riflessione dell’artista su un tema spesso presente nell’opera dell’artista: la figura di Narciso, di cui Corvino rintraccia il percorso ambivalente. Immagine di vanitas destinata a perire per superbia, ma anche emblema di un percorso di conoscenza del sé che porta alla salvezza, Narciso e il suo specchio diventa figura di Sapienza.

In occasione della mostra sarà pubblicato un catalogo/monografia bilingue (italiano/inglese) edito da Skira, contenente un saggio critico di Gioia Mori.

L’ARTISTA
Valeria Corvino è nata a Napoli nel 1953. Dopo aver frequentato l’Accademia di Belle Arti con maestri quali Gianni Pisani, Armando De Stefano, Gerardo Di Fiore e Franco Mancini, ha seguito un corso di fotografia artistica sotto la direzione di Mimmo Jodice.
Dopo una prima collettiva alla Sala Gemito a Napoli nel 1987, l’artista ha partecipato a mostre a Castel dell’Ovo e alla Casina Pompeiana a Napoli, e a Villa d’Este a Cernobbio.
Una sua personale tenuta nel marzo del 1993 al Centro Culturale Angelicum di Milano, seguita nel 1994 da un’altra esposizione allo spazio Arte e Carte di Napoli, hanno riscosso un entusiastico successo di pubblico e critica, così come, nello stesso anno, la sua personale di Palazzo della Penna a Perugia.
Negli ultimi dieci anni si collocano la sua partecipazione alla Biennale di Venezia nel 1995, le personali alla Fondazione Stelline di Milano, a Palazzo Barberini a Roma, al Maschio Angioino a Napoli. L’artista è stata inoltre selezionata a rappresentare l’Italia in una collettiva in occasione dell’EXPO di Aichi 2005. Nel 2006 una sua personale è stata ospitata presso la UBS di Montecarlo e nel 2008 nel complesso di Monganshan a Shanghai. Ultimamente l’artista ha rappresentato l’Italia in una collettiva organizzata dal Coni in occasione delle Olimpiadi invernali di Vancouver.

NOTIZIE UTILI

Milano, Museo della Permanente
Orario
Tutti i giorni ore 10 – 19
Roma, Palazzo Ruspoli – Scuderie Ruspoli
Orario
Tutti i giorni ore 10 – 19

Ingresso
gratuito

Info
Milano tel. 02 6599803
Roma tel. 06 69190880
www.valeriacorvino.it info@valeriacorvino.it

Catalogo
Skira

Organizzazione
Associazione Culturale Attitude
in collaborazione con
Società per le Belle Arti ed Esposizione Permanente

Ufficio Stampa
StudioBegnini
tel. 06 69190880 fax 06 69925790
studiobegnini@gmail.com

Lucia Crespi
Ufficio Stampa Skira
Tel. 02 89415532-89401645
fax 02 89410051
lucia@luciacrespi.it

CAMERE #11: Elusive

RAM radioartemobile (Roma) presenta la mostra CAMERE #11: Elusive
Con RICCARDO BENASSI – MAGNUS OTTERTUN – ELISA STRINNA
A cura di JIMMIE DURHAM

DOVE: RAM, via Conte Verde 15, Roma

QUANDO: Inaugurazione 22 marzo 2010, ore 19

ORARI: fino al 30 aprile – da martedì a sabato dalle 16,30 alle 19,30

Info: +39 06 44704249 – info@radioartemobile.it – www.radioartemobile.it

Palazzo Decumani diviene raffinata maison d’art

Una metropoli vista dall’alto, in una sorta di volo chagalliano. Un viaggio nei meandri di una città complessa, ascoltandone le voci, inseguendone le atmosfere, i colori e le sensazioni. Un racconto che si fa arte nelle opere di Stefania Sabatino, in mostra a Palazzo Decumani fino al 30 gennaio 2010. Il raffinato boutique hotel incastonato nel centro storico tra i più noti al mondo, apre le porte all’arte il prossimo 28 Novembre, con l’auvertoure della mostra personale della giovane artista campana.

Palazzo Decumani, rientra nel progetto intitolato Stanze d’Artista, accoglie un ciclo di opere site specific, intitolato “ Travelling (decUMANI in movimento) ”
La mostra sarà inaugurata sabato, 28 novembre, alle ore 18.30 con una performance dell’ Artista che vedrà la partecipazione di Franco Ruggiero ( voce narrante ) e di Pasquale Barbato ( danza ) e con la presentazione di Ciro Cacciola.
Le opere create appositamente per l’ evento di Napoli, saranno visibili fino al 30 gennaio 2010.

Travelling (decUMANI in movimento)
28 novembre 2009 – 30 gennaio 2010
Dal lunedì alla domenica ore 10.00 – 12.30 / 16.00 – 20.30

Palazzo Decumani
Piazza Giustino Fortunato, 8
80100 – Napoli
Tel. 081 4201379
www.palazzodecumani.com

Ufficio stampa
dipunto studio > Tel: 081 681505 – 081 0605636

SENSI DOMESTICI

Dodici scatti d’autore, dodici segmenti che Roberto Pierucci ha enucleato dal privato quotidiano d’altrettante case d’Europa. Il percorso proposto, ideato ed allestito nella raffinata Art Gallery dell’Ottica Bisogno, a Roccapiemonte, in provincia di Salerno, pur nella accentuata, a tratti violenta, esasperazione cromatica, esalta e cerca di sovvertire i sensi, le loro primarie peculiarità, l’istintività primordiale.

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Il Foro Stenopeico: scatola magica, pura essenza di luce

Il Centro Culturale ArtCamera presenta la mostra fotografica “Il Foto stenopeico: scatola magica, pura essenza di luce”. La mostra a cura di Rita Carioti è esposta presso il Cofee O’Clock, Corso Italia, 184 ad Arezzo, tutti i giorni dal 14 Novembre 2009 al 24 Gennaio 210.

Le opere fotografiche di Barbara Bigozzi, Eleonora Ciampelli e Maria Vitoria Paci, sono state realizzate durante il corso di fotografia “Dall’Analogico, con camera oscura, al Digitale” organizzato dal Centro Culturale ArtCamera nel corrente anno 2009. Le allieve protagoniste della mostra, tra gli altri componenti del corso, avendo dimostrato particolare interesse ed impegno, specie per la parte riguardante lo studio applicato del Foro Stenopeico, meritano che il lodevole risultato da esse ottenuto, venga condiviso con quanti, di tale ed inconsueto e suggestivo modo di “scrivere con la luce”non sono a conoscenza, e in tal modo, curiosamente possano prenderne visione e constatare l’efficacia e e la magica dimensione che restituisce la “pura essenza della luce” inglobata in una semplice scatola nera o “camera obscura”. Ma ciò che emerge è soprattutto una specifica impronta tutta personalizzata che ogni singola artista ha intriso in ognuna delle foto realizzate, non solo nella tecnica costruttiva del Foro, ma anche nella scelta dei soggetti immortalati, dai quali traspare talvolta uno stile romantico, minimalista o ricercato, specchio delle proprie specifiche e distinte personalità.

Rita Carioti

IL FORO STENOPEICO

Il principio di formazione di una immagine proiettata su di uno schermo attraverso un piccolo foro è noto da millenni. Ne fa cenno già Aristotele ( 384-332 a.C.) nei suoi scritti. I sapienti Arabi praticavano in apertura nelle pareti di una stanza buia per compiere accurate osservazioni delle eclissi che proiettavano sulla parete opposta al foro la loro immagine. Questa forma di osservazione indiretta del fenomeno evitava loro l’abbagliamento che li avrebbe accecati se avrebbero rivolto lo sguardo verso il sole.
Riferimenti al principio di funzionamento della “camera obscura” (come veniva chiamata nel Medioevo) sono contenuti anche nelle opere di Bacone (1214-1294), di Levi ben Gerson (o Leon de Bagnois), di Dom Papnunzio, il monaco benedettino di cui sono riferiti gli esperimenti a Vitruvio pubblicati nel 1521 da Cesare Cesariano.
Ma la più chiara e dettagliata descrizione della camera oscura, contenuta nel Codice Atlantico, è stata redatta da Leonardo Da Vinci ( 1452-1519) che fornì una esatta descrizione di come debba essere praticato il foro nella parete per ottenere soddisfacenti risultati e raccomandòl’uso di carta molto sottile quale schermo in modo, collocata non troppo lontana dal foro stesso, consentisse di vedere chiaramente, da dietro, l’immagine rimpicciolita di ciò che si trovava all’esterno della stanza ed era illuminato dal sole. Spiegò anche come l’incrociarsi dei raggi nel foro determinasse la formazione di una immagine capovolta e diede la prima sorprendentemente precisa descrizione della perfetta analogia tra il principio di funzionamento della camera obscura e dell’occhio.
A partire del sedicesimo secolo, le indicazioni circa l’impiego ed il perfezionamento della camera oscura da parte degli studiosi si infittisce progressivamente. In particolare Gian Battista della Porta (1538-1615) che tra le altre cose suggerì di applicare davanti al foro, una lente concava- un obiettivo- che avrebbe permesso di ampliare le dimensioni del foro aumentando la luminosità. Questo divenne nel 1600 uno dei principali impieghi della camera oscura , le cui dimensioni furono progressivamente ridotte a quelle di una scatola di legno facile da trasportare ovunque. Nel diciassettesimo secolo si inserirono e si perfezionarono i sistemi della messa a fuoco e il sistema reflex (specchio interno posto a 45° ) che rifletteva l’immagine su un piano traslucido orizzontale. Il Veneziano Daniello Barbaro, tra le caratteristiche descritte nella sua opera “ La pratica della prospettiva”, approfondì anche il rapporto tra definizione dell’immagine e diaframmatura. La camera oscura, dunque dovette attendere l’Ottocento solo perché si mettesse a punto una certa carta sulla quale l’immagine potesse imprimersi senza l’intervento del disegnatore per poter essere promossa “macchina fotografica”; ma essa era già pronta ad assolvere tecnicamente al suo compito molto prima che ciò avvenisse.

Tratto da “Fotografia Didattica” – Ed. Ilford scuola

“BARBIE REVOLUTION”

“BARBIE REVOLUTION”

di

DANIELA PODUTI RIGANELLI
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Inaugurazione: giovedì 5 novembre 2009 ore 18.30

Durata: dal 5 novembre al 15 novembre2009

Presso: Galleria Vittoria – Via Margutta, 103

A cura di: tiziana todi – Testi laura ramoino -jeanne stavropoulou

Orari: lunedì – venerdì dalle 15.00 alle 19.00 – fuori orario su appuntamento

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Daniela Poduti Riganelli, rivolge la propria attenzione agli oggetti, ai miti, ai linguaggi della società dei consumi. Nelle sue opere, pur mantenendo l’anonimato, respinge l’espressione dell’interiorità e dell’istintività. Nel complesso mondo moderno che circonda il contemporaneo dominato dal consumismo, ci fa vivere il così detto “focolare urbano”.

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