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Pannelli solari nel Sahara per illuminare l’Europa

pannelli_solari_fotovoltaici_california.jpgIl costo è alto (50 miliardi di euro) e il progetto ambizioso ma, con il petrolio alle stelle, sembra l’unica prospettiva di una via d’uscita. Un’immensa distesa di pannelli solari nel deserto del Sahara produrrà un giorno abbastanza energia da illuminare tutta l’Europa. Ne è convinto Arnulf Jaeger-Walden dell’Istituto per l’Energia della Commissione Europea: «Basterà catturare lo 0,3% dell’energia solare che scalda il deserto del Sahara per sopperire ai nostri bisogni energetici». Il progetto è stato presentato in questi giorni all’Euroscience Open Forum a Barcellona. Una nuova rete di trasmissione a corrente continua permetterà di portare l’elettricità in posti lontani senza correre il rischio di perdite d’energia. La nuova centrale dovrebbe sorgere in un’area poco più piccola del Galles e mettere a tacere quelli che sostengono che l’energia solare non sarà mai affidabile perché il tempo è imprevedibile.

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Chi blocca il prezzo risparmia!

energia-eolica.jpgPiù sicurezza, più semplicità, più efficienza, più risparmi. E’ una foto in positivo quella che, secondo Enel, i consumatori domestici italiani possono scattare al settore energetico a un anno dall’apertura totale del mercato in tutta Europa anche per le famiglie, che, almeno in Italia, sembrano apprezzare la libertà di poter scegliere il proprio fornitore di elettricità e gas. In totale, sono circa 1,5 milioni le famiglie italiane che, dal 1 luglio 2007 a oggi, hanno scelto di passare sul mercato libero dell’energia.

«Di queste, oltre 1,2 milioni hanno scelto le offerte da energia rinnovabile a prezzo bloccato per due anni di Enel Energia, con il 25% che ha scelto anche la fornitura di gas – afferma Francesco Starace, Direttore Divisione Mercato Enel, parlando dei risultati raggiunti dalla società del Gruppo per la vendita di elettricità e gas sul mercato libero -. Sul fronte delle aziende invece contiamo più di 1,5 milioni di clienti che hanno in gran parte bloccato il loro costo dell’energia per due anni. Un risultato – quello italiano – che se misurato sulla base del primo passaggio delle famiglie sul mercato libero, con il suo 5,2% di “primo switch”, è di gran lunga superiore a quello registrato nello stesso arco di tempo da Francia e Spagna, e quasi pari a quello della Germania, Paese in cui il mercato si è aperto ben 10 anni fa». Continue reading ‘Chi blocca il prezzo risparmia!’

” Il delitto Matteotti “: tutti i retroscena nel libro di Mauro Canali

Giacomo MatteottiAd ottantaquattro anni dalla sua scomparsa, oggi Giacomo Matteotti è il nome di una strada o di una piazza, un busto di marmo o un manifesto sbiadito. Un simbolo di moralità talmente fisso da diventare quasi innocuo a causa della viscosa devozione che, nel celebrarla, ha finito per sminuire la portata storica della sua figura. Figura di martire data per scontata, ricettacolo di valori positivi ma svuotata dei suoi reali contenuti politici.

Così per decenni i libri di storia si sono accontentati di imputarne l’omicidio alla ritorsione fascista attuata a seguito del famoso discorso pronunciato alla Camera il 30 maggio 1924, in cui il deputato socialista contestava il risultato elettorale del precedente 6 aprile denunciando i brogli ed il clima di terrore generato dalle violenze degli squadristi. Eppure, stando alle documentazioni portate alla luce da molta storiografia di ieri e di oggi, il delitto Matteotti risulta essere ancora un mistero non risolto, un viluppo di intrighi che potrebbe riscrivere una lunga pagina della nostra storia.

All’inizio degli anni Venti la quota più grossa della distribuzione petrolifera in Italia andava alla società americana Standard Oil of New Jersey, che tramite la filiale Siap ne controllava l’80% del mercato. Operando in un regime di monopolio, la compagnia riusciva a mantenere un livello di prezzo fra i più alti dei paesi importatori, in un periodo in cui nel Paese la richiesta di benzina e derivati del petrolio si faceva sempre più pressante. Nel 1923 però l’Italia divenne terreno di scontro fra la Standard Oil e la Anglo Persian Oil Co., azienda del governo inglese che tramite un accordo con il Ministero delle Finanze, riuscì a scalzare in maniera significativa la concorrente. L’accordo, oltre alla possibilità di esplorazione del suolo nazionale e ad un eventuale sfruttamento dei giacimenti che venissero scoperti, prevedeva forniture di greggio per lo Stato italiano al più basso prezzo possibile. Trattandosi di una situazione molto vantaggiosa per l’Italia, si alzò un polverone quando l’ambasciatore italiano a Washinghton Gelasio Caetani si fece portavoce di un’altra azienda americana, la Sinclair Oil, che il 29 aprile 1924 stipulò inaspettatamente con il Governo di Mussolini una convenzione a costi piu’ alti dell’azienda inglese. Continue reading ‘” Il delitto Matteotti “: tutti i retroscena nel libro di Mauro Canali’